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Stromer formalizza la propria separazione da BMC. Ciò avviene grazie a una cordata di imprenditori svizzeri che ha investito in questo progetto e dato nuova linfa vitale al marchio. I nuovi capitali, si parla di decine di milioni di Franchi svizzeri anche se i dettagli e le cifre non sono stati resi noti, serviranno per implementare ancora di più la gamma e portare Stromer ad essere leader nel mondo delle bici elettriche. “Un altro obiettivo – spiega Thomas Binggeli, fondatore e comproprietario di Stromer – sarà quello di portare lo sviluppo delle bici Stromer verso un nuovo orizzonte. Non più solo bici elettriche ma bici digitali.

Nuovi investitori e nomi storici per il nuovo corso di Stromer

Binggeli, Andy Rhis di BMC e Ernst Thomke di Swatch rimangono come azionisti di Stromer rientrando comunque nel futuro corso dell’azienda. Dal 2011 infatti Rhis fa parte del direttivo di Stromer, ovvero da quando è avvenuta la fusione con BMC. Ora il suo ruolo sarà quello di investitore privato. Rispetto a Stromer si esprime cosi: “Stromer rimane il pioniere della tecnologia e un punto di riferimento per l’acquirente più esigente delle eBike, si è affermata a livello internazionale, quindi è sicuramente pronta per l’indipendenza, in BMC ci concentreremo pienamente e interamente sulla nostra mission iniziale, ovvero lo sviluppo e la distribuzione di bici sportive di alta qualità. I successi delle nostre squadre di livello mondiale su strada e nel settore della mountain bike ci aiuteranno a mantenere la nostra posizione di marchio svizzero dell’alta qualità “.

Stromer è pronta a guardare al futuro

Binggeli ha dichiarato che ora Stromer è pronta per una nuova fase dello sviluppo delle proprie eBike, non solo bici elettriche, ma digitali. Infatti si sta pensando a implementare i software e gli hardware delle Stromer in modo che si adattino e riconoscano lo stile di guida e le abitudini degli utenti. Allo studio anche evolute tecnologie antifurto e di posizionamento GPS del veicolo: “la eBike digitale non solo deve fornire un ulteriore miglioramento della qualità della vita ma deve anche dare la giusta risposta alle esigenze di mobilità di molti pendolari sia in città che in ambienti suburbani e nelle periferie“.

Del resto le motivazioni che ci spingono a lasciare a casa la bici per gli spostamenti quotidiani sono spesso legati alla paura di farcela rubare.

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