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10 Aprile 2017

Atala ha presentato il nuovo motore per eBike AM80. Prodotto in Italia sarà un’esclusiva del marchio brianzolo.

Atala chiama a se i propri dealer e la stampa specializzata per un’attesa novità. Dall’invito che ci è giunto in redazione non appare ben chiaro di cosa si tratti. L’ipotesi guardando l’immagine di sfondo del flyer è che si tratti di un motore. Atala? Un motore? Ebbene si. Atala, in collaborazione con una azienda bolognese con esperienza pluriennale nel campo della movimentazione elettrica industriale, propone AM80 un nuovo propulsore per eBike. Il progetto nasce in seno alla storica azienda monzese, che ne ha curato la progettazione e le specifiche tecniche.

La mission di questo prodotto è quella di imporsi come un’alternativa più economica del leader di mercato, il Bosch Performance CX. Infatti l’AM80 può essere montato nelle sedi del telaio in cui sta anche il motore tedesco. Di fatto senza alcuna modifica telaistica. Si andrà così a delineare una nuova categoria di bici per Atala, dei nuovi prodotti dal prezzo piuttosto aggressivo. Un prezzo inferiore non significa certamente qualità e prestazioni inferiore. La ricerca in questo senso è stata maniacale da parte degli ingegneri di Atala e il risultato, dati alla mano sembra essere piuttosto riuscito. Il prodotto è studiato per la massima versatilità, equipaggiando tutti i segmenti di bici si è ricercata la massima potenza con una coppia fluida e progressiva.

L’AM80 per adesso è disponibile su modelli di una fascia medio bassa del mercato. Il ragionamento è stato quello di cominciare a farlo conoscere dai prodotti dove si fanno più numeri e da quelli dove è maggiormente percepibile il rispamio di prezzo. Sul modello B-Cross, infatti montare AM80 piuttosto che Performance CX garantisce una diminuzione di prezzo del 17%. Salendo di prezzo, il costo del motore è meno influente rispetto al totale del prezzo di acquisto dell’eBike, quindi meno percepibile, facendo propendere l’acquisto per il più conosciuto e collaudato motore tedesco.

I componenti del propulsore sono i classici che per qualsiasi motore al movimento centrale. Propulsore, Display e Batteria.

Il Motore

L’AM80 si pone, come abbiamo detto, come alternativa al leader di mercato: il motore Bosch. In questo caso però abbiamo un’unica serie che potrà essere montata su tutti i modelli della gamma Atala e Whistle. I livelli di assistenza sono 6 (0=spento, 5=massima potenza). Viene sfruttato il massimo possibile di assistenza alla pedalata. Ovvero il 400%, infatti la legislazione ora pone come limite un rapporto pari a 4/1. A parità di potenza, dovrebbe quindi essere necessario meno sforzo al pedale.

Chiaramente a questo livello di assistenza i km di autonomia decrescono drasticamente, ma è il prezzo da pagare. Atala consiglia i livelli 1 e 2 (autonomia fino a 150 Km e oltre) per un uso city. I livelli 3 e 4 per un uso trekking, mountain e sport. Mentre il livello 5 per situazioni di emergenza, oppure per ottenere il classico effetto di “spinta perpetua” dei motori al mozzo delle city bike. La coppia motrice dell’AM80 è di 83N/m  ottimizzata tra le 60 e le 80 pedalate al minuto (rapporto ottimale 72 pedalate al minuto).

Il Display

Se a vederlo da lontano il motore non si distingue particolarmente rispetto alla più blasonata (e costosa) concorrenza, il display dell’AM80 è invece molto diverso. Elegante e minimale nelle forme, non ingombra e non disturba visivamente sul manubrio. Diciamo che è appena poco più grande di un Garmin e raccoglie tutte le informazioni in maniera chiara e semplice. Non ha tasti, funziona attivato da un “remote” che si fissa a fianco della manopola ed è veramente molto piccolo. All’incirca quanto l’attuatore del blocco delle sospensioni in una mountainbike.

Questo ci è piaciuto molto, l’ergonomia è ottima e l’uso è semplice e intuitivo. Con tre tasti si fa tutto. Due sono i classici up&down e un altro posto al di sotto di questi fa da selettore. Sul display sono presenti le classiche informazioni di crociera, più altre che possono essere selezionate e che scorrono nella parte bassa. Come ad esempio il consumo chilometrico. Vi sono anche delle schermate riassuntive in cui è possibile con una sola occhiata tenere sotto controllo tutti i parametri. Interessante è la linea della carica della batteria, non è suddivisa a tacchette, ma continua. Nelle intenzioni di Atala dovrebbe rappresentare in maniera più fedele possibile il livello di carica.

La Batteria

La Batteria si prefigura con il classico schema. Per questa prima serie, essendo montato su bici dal prezzo aggressivo, appare sottoforma del solito “case” con tasto on/off e livello di carica. Per ora niente virtuosismi di integrazione con i telai. Le celle utilizzate sono quanto di meglio sul mercato, quindi Samsung o Panasonic di classe A. E’ progettata con elettronica intelligente che gestisce i consumi, per ora è disponibile da 300 e 400W/h, ma arriverà presto anche la 500. Ne abbiamo viste due versioni, una montata sotto il portapacchi per la city/trekking B-Easy e una montata sul tubo obliquo, come da schema classico per la mountain B-Cross.

Il kit motore AM80 è pronto ed in produzione. La pre-serie da noi vista e provata però ancora non ha le grafiche dedicate. Gli ingegneri stanno già pensando a aggiornamenti software per correggere in maniera maniacale le curve di potenza sulla base dei primi feedback.

La prova

L’uomo di punta di Atala e Whistle, Gianluca Bonanomi, ex campione di mountainbike e fresco vincitore di categoria alla E-Enduro di Sestri Levante, ci accompagna nella scoperta. Lungo i sentieri della Brianza più verde, sulle colline di Perego (LC), possiamo provare la bontà di questo prodotto tutto italiano. Intanto che attendo il turno del giro riservato alla stampa, maltratto un po’ la city/trekking B-Easy, di asfalto nemmeno l’ombra, quindi mi butto sullo sterrato. Il motore risponde bene e come previsto con i livelli 3 e 4 di assistenza si sale alla grande. Il lavoro degli ingegneri sulla silenziosità si percepisce se non fosse per i parafanghi e portapacchi della B-Easy che mi chiedono pietà. Insomma sembra che in Atala abbiano fatto un buon lavoro.

Con la mountainbike ho potuto fare un giro un po’ più lungo in compagnia del “Bona”. Ci siamo addentrati per una salita bella lunga e dissestata. Come con la concorrenza se si dosa bene la cadenza della pedalata con il rapporto scelto, si sale senza troppe difficoltà. L’erogazione è fluida e potente come promesso. Sembra che sia stato gestito in maniera particolarmente curata anche il passaggio oltre la fatidica soglia dei 25 Km/h. In Atala hanno osservato la concorrenza e imparato dai loro errori, quindi il fastidioso effetto on/off si percepisce piuttosto attenuato. L’unico difettuccio riscontrabile è un ritardo un po’ superiore alla norma nella ripresa. Siamo entro la frazione di secondo, ma comunque percepibile in situazioni limite di spinta e trazione. Gli ingegneri ci hanno però assicurato essere un problema di settaggio della centralina, e che stanno già lavorando a degli aggiornamenti del firmware per eliminare questo piccolo difetto di gioventù.

Conclusioni

Il prodotto ci è piaciuto e ci è ha sorpreso anche il coraggio di Atala nell’avventurarsi in questa impresa. Siamo agli albori di questo prodotto che nasce però già maturo. Gli ingegneri di Atala non nascondono il fatto di aver fatto tesoro degli errori altrui e di averne preso spunto per cercare più possibile di eliminarli nel loro motore. Sicuramente avremo modo di provarlo ulteriormente, magari in prove più approfondite e anche in comparative sulla gamma Atala e Whislte. Il nostro desiderio è quello di portarlo in montagna, su una full da enduro/allmountain, per metterlo davvero alla prova.

www.atala.it