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È esplosa la Triathlon mania e non volevamo di certo privarci dell’emozione di provare a cimentarci nell’impresa. Così abbiamo deciso di partecipare alla Deejay Triathlon, manifestazione organizzata da Radio Dj all’idoscalo di Milano nel week end del 20 e 21 maggio.

Come prima edizione, l’evento ha fatto registrare numeri altissimi in tutte le distanze e per tutte le categorie e ha coinvolto campioni internazionali come Alessandro Fabian, Daniel Hofer e Anna Maria Mazzetti.

Noi, per la nostra prima esperienza, abbiamo optato per la versione light dell’evento, anche se di light nella triplice disciplina c’è ben poco. Un triathlon Supersprint. Distanze? 400 metri di nuoto, 10 km di bici e 2,5km di corsa il tutto in tempo massimo di 55 minuti, cambi compresi.

Partendo dal presupposto che non sono una triathleta e ho un passato sportivo da nuotatrice agonistica, il mondo bike e running sono per me una grande passione a cui mi sto avvicinando sempre più.

Così, superata la frazione a nuoto con poche difficoltà, se non quella di gestire l’orientamento in acque libere, mi sono trovata a confrontarmi con i 10 km di bici su asfalto. Per l’occasione, ho pedalato sulla Erakle Air, uno dei gioiellini di casa Carrera. Regolata in base alle mie necessità, ho riscontrato fin da subito l’estrema comodità di pedalata, anche per chi, come me, non è un’abituée del mezzo. Il fatto di poter prendere una così veloce confidenza con una bicicletta tecnica è un incredibile vantaggio perché permette una gestione migliore dello stress anche in una condizione di gara.


Con l’avanzare del tracciato, la sensazione provata è stata quella di avere in mano una bici che rispecchia perfettamente le aspettative di un mezzo da competizione facendone percepire fin da subito il pieno controllo. Il telaio trasmette rigidità e sicurezza, mentre la pedalata, grazie all’ottimo gruppo Shimano di cui è equipaggiata, risulta fluida e piacevole oltre a essere supportata e amplificata a dovere dai cerchi Vision in carbonio.

Il percorso si srotolava sull’asfalto piano e senza pendenza, condizione ottimale per una bici da corsa come la Erakle Air che si è dimostrata ben reattiva e davvero di ottimo supporto nei lunghi rettilinei. Anche ai giri di boa a strappo, il suo ridottissimo peso ha semplificato notevolmente le ripartenze. Insomma, un alleato perfetto per questa esperienza che mi ha accompagnato alla seconda zona cambio dove, appoggiata la sella sul supporto e levato il caschetto, ho cominciato la frazione di corsa dove da spiegare in fondo c’è ben poco.

L’arrivo al traguardo è stato coronato da musica e gente in un momento di festa più che di gara che ha reso l’esperienza ancora più gratificante.

Una volta recuperata la bici, non ho resistito nel salire di nuovo in sella e passare il pomeriggio a pedalare con lei, che si è dimostrata ottima compagna di avventure anche al di fuori del momento “performativo”.

Voto 10!

Per maggiori info: carrera-podium.it