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10 Agosto 2017

Ocean Traceless (oceano senza traccia) è il nome del progetto del biologo Dario Nardi, partito il 1° agosto per un viaggio in bicicletta che lo porterà da Quito (Ecuador) a Santiago del Cile.

Il telaio della bici in bambù che sta accompagnando il biologo nel lungo viaggio in Sud America

Di viaggi lunghi se ne sente spesso parlare. Ma l’aspetto stravagante di questo progetto è che i 5000 km verranno percorsi in sella a una bici di bambù, realizzata appositamente per portare alla luce un altro aspetto di questo insolito viaggio: documentare l’enorme inquinamento causato dalla dipendenza umana ai materiali in plastica: buste, bottiglie, spazzolini, piatti, bicchieri, posate, e tanto altro ancora.

Le immagini che documentano lo stato dell’Oceano – ph. Dario Nardi – Ocean Traceless

La motivazione

Utilizziamo una materia prima che ha impiegato milioni di anni a formarsi (il petrolio) per produrre oggetti monouso che esauriranno la loro funzione in pochi minuti per poi tornare all’ambiente e inquinarlo per altri milioni di anni”. Questo si legge sul sito del biologo, oceantraceless.com. 

Qualche cifra

Ogni anno vengono prodotte 300 milioni di tonnellate di plastica nel mondo. Di queste, 8 milioni finiscono in mare. 600 diverse specie di animali ingeriscono per sbaglio questa plastica. Sono molte le iniziative per contrastare questo fenomeno, tuttavia si può fare ancora molto, anche in prima persona selezionando il packaging di ciò che acquistiamo, per esempio.

Dario Nardi – Ocean Traceless. Il progetto è partito il 1° agosto

La scelta del Sud America

Le correnti oceaniche portano sulla costa di questo continente una buona parte della plastica dispersa in mare. Quasi tutto il percorso si articola lungo la costa Pacifica, l’oceano più colpito da questa catastrofe ecologica. L’intento di Dario è quello di effettuare fotoriprese e interviste per documentare lo stato in cui verte quest’area costiera a livello ambientale e in secondo luogo indagare sull’impatto che il fenomeno genera sulle povere popolazioni locali.

Dario Nardi – Ocean Traceless

La bici

È stata la sua crescente coscienza ecologica a portarlo a scegliere questo mezzo al posto dei mezzi motorizzati usati finora, in altri suoi viaggi. Anche la scelta del materiale utilizzato per realizzare il telaio non è un caso. Il telaio in bambù è stato messo a punto tramite la collaborazione con “Bam cicli” che si è resa disponibile a credere in Dario e sostenere il progetto. Con l’utilizzo di questo materiale alternativo per la costruzione della due ruote s’intende lanciare un messaggio per una scelta consapevole dei materiali utilizzati, anche nel quotidiano.

La lavorazione del telaio in bambù – Dario Nardi – Ocean Traceless

Per seguire il viaggio del biologo in sella alla sua bici ecologica ci si può collegare alla pagina Facebook del progetto Ocean Traceless dove sono già stata pubblicate alcune immagini di luoghi e persone coinvolti da questa catastrofe non naturale, che sta distruggendo la Nostra Casa.

Le immagini sono tratte dal pagina ufficiale Ocean Traceless