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12 Settembre 2017

Nel corso di Bike Experience, un gruppo di esperti ha approfondito un tema diventato ormai di vitale importanza: stimato in 150 milioni di euro l’anno il danno economico subito dal comparto.

Personalità di spicco ed esperti, del settore e non, erano presenti a Galzignano Terme per la festa delle due ruote e per dare corpo a un’approfondita analisi del problema, stimato in cifre allarmanti, circa 350.000 bici l’anno trafugate in Italia: un grosso business per la criminalità, più o meno organizzata. “Siamo di fronte a un fenomeno tanto preoccupante quanto impalpabile – ha spiegato Piero Nigrelli, direttore del Settore Bici di Confindustria ANCMA – perché non esiste ancora un registro delle bici, oltre al fatto che chi subisce i furti raramente ne informa l’autorità competente”.

Luca Griggio (a destra), AD di GEO-Padova Fiere, con il Direttore di Tuttobici, Pier Augusto Stagi. (Credits Luca Pavanello)

D’altronde, se il successo della bici sta segnando una sorta di rivoluzione culturale, è anche vero che “ogni rivoluzione ha i suoi aspetti negativi” – come ha sottolineato Luca Griggio, AD di GEO-Padova Fiere, nell’introduzione del dibattito moderato dal Direttore di Tuttobici, Pier Augusto Stagi. Il workshop “#SaveMyBike: Ladri di biciclette 2.0”, patrocinato dalla Federazione Ciclistica Italiana e dalla FIAB, in due ore di dibattito ha messo a fuoco i contorni del problema in termini spietati.

Ladri di biciclette

Bici rubate in ogni modo: sia “all’ingrosso” (scassinando depositi delle squadre e magazzini delle aziende, svuotando negozi e bici-park) sia “al dettaglio” (violando i garage privati, aggredendo i singoli cittadini su sentieri isolati), fino all’estremo delle rapine a mano armata. Per portare via le bici, oggi, i malavitosi fanno cose un tempo possibili solo per i gioielli e le auto di lusso: d’altronde le due ruote a pedali sono diventate un oggetto ambito, anche se i ladri le trattano come merce avariata accatastandole senza alcuna cura nei furgoni, come mostrato dai video proiettati durante l’intervento di Vincenzo Zonno, Commissario Capo della Polizia di Stato. “Il guaio – ha aggiunto Zonno – è che chi subisce i furti non sporge denuncia, mentre noi abbiamo bisogno di più tracciature possibile per poter almeno provare a combattere il fenomeno

Vincenzo Zonno, Commissario Capo della Polizia di Stato, ha spiegato che occorre aumentare le tracciature per provare a combattere il fenomeno dei furti di biciclette (Credits Luca Pavanello)

Le aziende produttrici dunque soffrono anche se fanno grandi fatturati, considerando che i furti di bici in Italia su scala annua provocano un danno da 150 milioni di euro: i magazzini diventano bunker dotati delle più sofisticate tecnologie, le polizze assicurative crescono in modo esponenziale, eppure il fenomeno non si arresta: ben lo sa Davide Boifava, amministratore delegato della Carrera Podium, che ha documentato il poco edificante record di 17 effrazioni subite dalla sua azienda di bici del bresciano.

Cosa possiamo fare per combattere questa piaga?

I ritrovati tecnologici adottati dalle case produttrici per personalizzare le bici (QR Code e altri) finora hanno dato risultati modesti. “Dobbiamo combattere questa piaga – ha confermato Isaia Spinelli, direttore commerciale Italia di Bianchi – considerando la ricaduta economica, la ridotta marginalità per le aziende e l’impoverimento dei prodotti disponibili sull’inevitabile mercato parallelo che si viene a creare, soprattutto su internet”. I malviventi quasi sempre scartano i telai e recuperano le parti staccate, poi montate su scocche di dubbia provenienza e ancora più dubbia affidabilità. Il danno ricade indirettamente anche sul movimento sportivo che gravita intorno alla bicicletta, come ha ricordato Luca Plaino, docente del Centro Studi FCI.

Roberto Pella, vice presidente ANCI ha portato il punto di vista istituzionale dell’associazione che riunisce i comuni italiani, anch’essi allertati sul triste fenomeno: “Lotta alla contraffazione e pene severe sono l’unico deterrente possibile– ha spiegato – insieme a iniziative legislative che consentano alle amministrazioni locali di ottenere deroghe al patto di stabilità per investire su miglioramenti infrastrutturali, maggiore presidio del territorio e potenziamento degli impianti di videosorveglianza. La bicicletta è troppo importante per il miglioramento dei nostri stili di vita, batterci in sua difesa è un impegno civile”.

Roberto Pella, Vice Presidente ANCI, l’associazione che riunisce i comuni italiani (Credits Luca Pavanello)

Cover: Photo by Simon Mumenthaler on Unsplash

In evidenza: Photo by James Pond on Unsplash