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Visto che non ci limitiamo a stare dietro una scrivania a scrivere, ma in bici ci andiamo davvero, siamo stati invitati a partecipare di persona alla prima edizione di RedBull FingerCross. Gara ideata e pensata dal campione nostrano Marco Aurelio Fontana e RedBull Italia, svoltasi domenica 19 novembre a Vernasca, sui colli piacentini. Proprio vicino a casa del campione del team Bianchi Countervail. Ma di che cosa si è trattato esattamente? La manifestazione si è svolta come una vera e propria gara per gravel bike, inserita tra l’altro come tappa ufficiale del campionato nazionale.

Il percorso, stiloso e challanging

Quindi un percorso molto vario, che mischiava ciclocross, crosscountry, tratti asfaltati. In sostanza tutto il range di situazioni che prevedono l’utilizzo di una bici gravel appunto. Il percorso è stato piuttosto breve, circa 16 km, ma particolarmente intenso, 550 i metri di dislivello. Infatti i tratti pianeggianti erano ridotti all’osso. La particolarità del territorio offriva salite con pendenze mortali, sia road che off road e discese da pelo sullo stomaco, rese scivolose dalle piogge dei giorni precedenti. All’arrivo anche una bella scalinata che portava alla Pieve di Vernasca, da affrontare rigorosamente con bici in spalla, come da prassi nel ciclocross.

Competizione ma non solo

Come a tutti gli eventi RedBull, la competizione lascia spazio al divertimento puro, infatti se si escludono i primi arrivati, l’agonismo passava in secondo piano rispetto a un giro divertente e spettacolare, alla giornata quasi primaverile e alla musica nell’area relax. All’arrivo, come da pronostico si è presentato primo il “pro rider”, Marco Aurelio Fontana del Team Bianchi Countervail, seguito dallo allo specialista delle fixed Emanuele Poli (Supernova Factory ASD) e all’endurista Nicola Casadei (CMC Cycling Experience) mentre tra le donne Francesca Saccu (Merida Italia Team) ha avuto la meglio su Marta Pastore (PB Carbobike O’clock) e Ania Bocchini (Supernova Factory ASD).

Inoltre, Fontana ha voluto premiare anche i più stilosi in gara: tra parrucche colorate, bici vintage e i costumi più svariati l’hanno spuntata il “rocker” Mattia Setti (Team Giant-Liv) e la castorina Ania Bocchini, che meglio hanno rappresentato lo spirito della manifestazione.

Ben in 120 si sono presentati a questa gara, numeri sicuramente superiori alle aspettative, vuoi per la probabile mancanza di eventi concomitanti nella zona, ma vuoi anche per l’attenzione sempre più alta verso il fenomeno delle bici gravel, che si impongono sempre di più come un ottimo compromesso per affrontare la molteplicità delle situazioni che si possono incontrare nelle campagne nostrane.

Le parole di Fontana all’arrivo

Ecco cosa ci ha detto Marco dopo la gara: «Sono veramente out of the World per la Fingers Cross, ho visto le persone “capire” l’evento ed affrontarlo nella maniera migliore, dal look nell’abbigliamento alla ricerca della bici migliore senza dimenticare che hanno corso su una pista tosta senza battere ciglio! Ho ricevuto più complimenti che dopo aver vinto una gara. Sento che abbiamo creato qualcosa di forte che segnerà un passo importante per tutti quelli che vanno in bici in inverno, con stile, ed hanno voglia di mettersi alla prova».  Non possiamo che dargli ragione, grazie anche al meteo, che ha visto la partecipazione speciale di un tiepido sole autunnale, la giornata è stata di quelle da ricordare, aspettando la seconda edizione.

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