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26 Febbraio 2020

Una nuova mobilità sostenibile, questo è quello che chiedono i cittadini. Il risultato è un incremento anche in Italia di soluzioni e infrastrutture che favoriscono gli spostamenti in bicicletta. Con ampi margini di miglioramento. Ne parliamo in questo articolo estratto dal n° 11/12 2019 di Bikefortrade.

La nuova mobilità è un fenomeno in crescita, sempre più strategico per diversi settori industriali. Un tema che riguarda non solo i comparti strettamente legati all’auto e ai mezzi di trasporto, ma anche operatori il cui core-business è tradizionalmente incentrato su altri settori, come servizi finanziari, telecomunicazioni, energy, ecc. È quanto emerso dal rapporto Deloitte “Nuova mobilità: quali impatti e opportunità”. Un quadro delineato da una parte dal comportamento degli utenti, sempre più orientati verso uno stile di vita sostenibile e dall’altra dagli operatori che vedono nella nuova mobilità un’importante opportunità di crescita. Sullo sfondo l’interesse crescente delle istituzioni che devono rispondere al forte interesse sociale e politico verso i temi della sicurezza e della sostenibilità ambientale.

Cittadini italiani sempre più interessati a nuove forme di mobilità

Sempre dal rapporto emergono alcuni dati sul percepito dei cittadini rispetto ai cambiamenti in atto. Attraverso un’indagine demoscopica nazionale e internazionale che ha coinvolto Francia, Germania, Regno Unito e Finlandia, emerge come la mobilità sia una preoccupazione quotidiana. Per un intervistato su due in Italia la mobilità quotidiana ha un impatto negativo sulla qualità della vita e per il 73% influenza il tempo libero. Molto alte le percentuali anche di chi considera la mobilità come causa di inquinamento e insieme chiave per la sostenibilità. 9 cittadini su 10 ritengono inoltre che le scelte sui mezzi di trasporto possano influire positivamente sull’ambiente. Gli italiani sembrano dunque sensibili al tema e rispetto alla media europea sono più propensi ad utilizzare nuovi servizi di mobilità alternativa se presenti nella propria città (54% contro la media europea del 42%). Risparmio di carburante, meno emissioni di CO2, meno inquinamento acustico, salute per i cittadini e tagli alla spesa pubblica, hanno evidentemente un buon appeal sui cittadini. Qual è la situazione della mobilità alternativa nelle città italiane?
Fonte: rapporto Deloitte “Nuova mobilità: quali impatti e opportunità”

Spostamenti in bici: i Comuni rispondono

L’Italia è il secondo produttore di bici e il primo paese esportatore del Vecchio Continente. Ciò nonostante non siamo un popolo che pedala. La rete di ciclabili urbane si avvale di 4.370 chilometri e rispetto a Paesi come Olanda e Danimarca, che hanno ridisegnato le città a misura di due ruote, solo 8 Italiani su 100 si muovono in bicicletta per recarsi al lavoro. Questo succede al nord. I numeri precipitano se ci spostiamo al sud. Realtà europee come Copenaghen, che nell’ultimo decennio ha incrementato le ciclabili di 111 chilometri e conta il 32% degli spostamenti in bicicletta, sono ancora lontane. Sempre più Comuni grandi e piccoli anche nel nostro Paese si stanno però muovendo verso pratiche virtuose di mobilità alternativa, dove quella a due ruote occupa una posizione di tutto rilievo. Il Comune di Misano Adriatico per esempio ha approvato il piano urbano di mobilità sostenibile, che prevede l’incremento delle piste ciclabili (oggi presenti per 16,8 chilometri), e incrementare la quota a favore delle biciclette del 35%. Firenze, Arezzo, Desio (MB), Vasto (CH), Merano (BZ), Mira (VE), Valdagno (VI), Santarcangelo (RN), San Salvo (CH) e Breda di Piave (TV) sono, in ordine di popolazione tra i nuovi comuni più bike-friendly inseriti nell’edizione 2020 della rete Comuni Ciclabili, il progetto sviluppato da FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, per verificare il grado di ciclabilità dei territori. Tra le eccellenze anche i Comuni che a EICMA hanno ricevuto il premio Urban Award: Pescara, Fiumicino e Grisignano di Zocco. Il progetto di Pescara, la prima classificata, ha colpito per il progetto bike trial ossia la messa a disposizione per un mese di 140 city bike a pedalata assistita a favore dei dipendenti di alcune aziende della zona. Tra le soluzioni messe in pratica dalle amministrazioni anche il bike-to-work, ossia gli incentivi per recarsi al lavoro in bicicletta. Come Cesena che ne ha fatto un’iniziativa ormai consolidata, oppure Bari dove è attivo il programma Muvt (mobilità urbana veloce e tecnologica), che comprende spostamenti casa-lavoro gestiti con l’applicazione startup Pin Bike, rimborsati fino a 20 centesimi per ogni chilometro percorso secondo lo slogan “Più pedali e più sei premiato”. Guardando alle grandi città Milano rappresenta un altro esempio virtuoso: in cinque anni ha aumentato le piste ciclabili del 30,5% e ha quadruplicato la flotta di bici per il bike sharing. Numeri inferiori ma comunque con trend positivo anche Torino e Firenze. Fanalino di cosa troviamo Roma, che segnala in ogni caso qualche progresso. La capitale è inserita nel progetto Handshake promosso dall’agenzia Roma per la Mobilità: Amsterdam, città che vanta circa il 40% di spostamenti in bici, accompagnerà Roma nelle sue scelte progettuali per 42 mesi. L’impressione dunque è che rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia rappresenti un po’ il fanalino di coda, ma che l’atteggiamento positivo degli attori in gioco faccia ben sperare per un futuro sempre più roseo in ambito di mobilità a pedali.

Il bikesharing in Italia e la sua mutazione col free-floating

Dal rapporto nazionale sulla sharing mobility presentato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. emergono alcuni dati interessanti sulla diffusione del bikesharing nelle città italiane, che con l’arrivo della modalità free-floating nel 2017 ha visto una mutazione del quadro settoriale. Continua ad evolversi il bikesharing italiano con la chiusura di alcuni di questi servizi, in particolare di quelli operativi in grandi piazze come Roma, Torino e Milano. A fronte di una flotta station-based stabile, il numero delle biciclette complessivo si è così ridotto del 9% tra il 2017 e il 2018 contando oggi 35.800 biciclette circa. Continuano a crescere invece le dotazioni elettriche delle flotte station-based, +6% nell’ultimo anno. Il saldo dei Comuni con un servizio di bikesharing a flusso libero è comunque positivo, 10 alla fine del 2018, una unità in più rispetto all’anno precedente. Questo grazie alla messa su strada di 3.200 nuove biciclette di Mobike in 4 Comuni medi e medio-piccoli in termini di abitanti del centro-nord: Pesaro, Reggio Emilia, Mantova e Bologna. La diffusione dei servizi di bikesharing free-floating rimane confinata Comuni delle regioni del nord con l’eccezione di Firenze, prima nel ranking d’offerta di veicoli con più di 10 biciclette ogni 1.000 abitanti, seguita da Milano e Bologna con valori intorno a 6 bici/1.000 abitanti. Diversa la situazione dei servizi di bikesharing station-based che sono presenti anche nelle regioni meridionali, ma solo con servizi inferiori alle 100 biciclette. Nessuna città del sud, infatti, ha sistemi di Bikesharing più grandi ad eccezione di BiciPa, servizio attivo a Palermo con 400 biciclette. Milano con il servizio di BikeMi è invece la città con la maggiore offerta per abitante, 3,5 bici ogni 1.000 abitanti.

Fonte: 3° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility

Bike2Work, smart choice for commuters

Il concetto di bike to work, nato negli Stati Uniti e largamente diffuso nel nord Europa, negli ultimi anni è approdato anche in Italia e rappresenta un modo di vivere alternativo, non più incentrato sull’uso dell’automobile, e un diritto del cittadino/lavoratore a muoversi in modo più sostenibile con vantaggi sulla propria salute ed economici. Tra le iniziative nate per favorire gli spostamenti in bici nell’ambio di una mobilità alternativa e sostenibile, c’è il progetto europeo “Bike2Work, smart choice for commuters”. L’obiettivo del progetto, che vede la partecipazione di Fiab insieme ad altri 14 partner europei, è quello di spostare quote di mobilità dall’auto alla bicicletta coinvolgendo aziende e lavoratori e favorire gli spostamenti casa-lavoro con mezzi alternativi alle auto. Con vantaggi sulla qualità del lavoro e sulla produttività generale del dipendente-ciclista. Tramite il sito lovetoride.net è possibile partecipare alla Bike Challenge, una sfida tra luoghi di lavoro per incoraggiare le persone a mettersi in sella. La sfida è gratuita ed è gestita attraverso il sito web e l’applicazione per cellulare Love to Ride o altre app collegate.