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3 Marzo 2020

A tu per tu con Barbara Guarischi, atleta professionista, da quest’anno in forze al team Movistar. Ci parla di ciclismo femminile e della prossima stagione con la nuova squadra. Barbara, bergamasca di nascita, corre su strada nella categoria elite dal 2010. Diverse vittorie e piazzamenti nel corso degli ultimi anni ne hanno fatto un’atleta strategica per qualsiasi team. Le sue gare preferite, come ci dirà in quest’intervista, sono le classiche del Nord, le più dure e faticose mentalmente. Caratteristiche che in fondo rendono il ciclismo così affascinante, “maestro di vita” come lo ha definito lei stessa.

La prima gara a Valencia, poi dritti verso le Classiche del Nord, le gare più belle e importanti

Com’è nata la tua passione per la bici?

La mia passione nasce all’età di 12 anni. All’epoca giocavo in una squadra di calcio femminile ed ero comunque molto appassionata di sport. È capitato un po’ casualmente. Ero andata infatti con mio papà a vedere una partita di calcio, tra i giocatori anche mio fratello più grande, quando li vicino vidi alcuni bambini girare in bicicletta sulla piccola pista di pattinaggio del centro sportivo. Dissi allora a mio papà che volevo andare in bicicletta. Perché non provare anche questo sport? Fu così che inizia a pedalare ed ora eccomi qui.

Cosa significa per una donna competere oggi nel ciclismo ad alti livelli?

Credo che i sacrifici a livello di allenamento e preparazione siano gli stessi, sia per gli uomini che per le donne. Cambia probabilmente il fattore legato alla famiglia, anche se ci sono donne che proprio nel ciclismo insegnano come sia possibile avere una famiglia e dei figli e allo stesso tempo competere. Certo, in questo caso l’impegno è doppio e nulla può essere lasciato al caso, ci vuole una grande capacità di organizzazione e determinazione.

Hai cambiato squadra, nel 2020 correrai infatti col tuo nuovo gruppo, il team Movistar.

Sì, una decisione inizialmente dettata dalla chiusura del Team Virtu. Cambiare squadra significa persone nuove, magari stessi obiettivi ma motivazione e concentrazione differenti. Tutto questo può essere anche molto stimolante. Per ora sono molto contenta di come sto affrontando questa nuova avventura.

Nuova squadra dunque nuova bici. Si tratta della Canyon Ultimate che da quest’anno monta i freni a disco e la componentistica Red eTap AXS Hrd wireless di Sram. Quali sono le prime sensazioni?

Avendo già corso con Canyon diciamo che andavo quasi sul sicuro. Devo dire che mi ha ulteriormente sorpresa in positivo. Ho trovato infatti una bici migliorata: rigida, leggera, reattiva. Il mezzo adatto in poche parole per competere ad alti livelli.

Quali sono i tuoi sponsor? Come ti sostengono?

Gli sponsor del team sono parte fondamentale del nostro lavoro e per quanto possibile vengono incontro alle nostre richieste. Senza di loro non potremmo inseguire il nostro sogno, per cui non posso che ringraziarli.

Obiettivi della nuova stagione? Altri obiettivi a lungo termine?

Sono di ritorno da alcuni giorni sull’Etna per la preparazione della stagione alle porte. La prima gara sarà a Valencia, seguita da un ritiro di squadra ad Altea, poi dritti verso le Classiche del Nord, le gare per me più belle e più importanti del calendario nonché più dure e faticose mentalmente. Poi inizieranno le gare a tappe. Sarà un susseguirsi di appuntamenti agonistici, pause per recuperare e allenamenti per tornare di nuovo competitive alle gare. Personalmente spero di fare una buona prima parte di stagione. Mi sto allenando bene e per ora tutto è andato per il meglio. Non resta che correre e vedere a che punto sono, cosa posso migliorare e in che direzione lavorare. Un altro traguardo da raggiungere sarà anche quello di creare un bel gruppo di lavoro e insieme lottare per gli stessi obiettivi.

Come vedi il ciclismo femminile? Presente e futuro.

Il ciclismo femminile è molto cambiato negli anni e sta crescendo sempre di più. Ci sono ancora diverse cose da migliorare, ma credo che siamo sulla strada giusta affinché sia considerato professionale a tutti gli effetti. Questo il presente. Per quanto riguarda il futuro dobbiamo stare attenti (atlete e enti coinvolti) a non saltare dei passaggi importanti, per non ritrovarci a fare dei passi indietro anziché avanzare, seppur lentamente.

Consigli a una ragazza che vuole iniziare a competere nel ciclismo?

Posso dire che probabilmente ci saranno più giorni negativi che positivi, che a volte viene da chiedersi se vale davvero la pena fare tanti sacrifici. Ma il ciclismo è anche maestro di vita e l’importante è affrontare ciò che accade nel modo giusto, allora così si cresce. Il consiglio principale che posso dare dunque è di non mollare mai, cercare sempre quel qualcosa in più, qualcosa che ci realizzi. Sta poi al singolo arrendersi o provarci fino alla fine.