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5 Marzo 2020

Come riportato da un’articolo del b2b Cycling Industry News, secondo Moreno Fioravanti, presidente dell’Associazione europea dei produttori di biciclette (EBMA), la produzione di eBike nell’Unione europea (UE) sarebbe aumentata del 100% in un anno. Fioravanti ha anche previsto un ulteriore aumento della produzione nei prossimi cinque anni.

L’annuncio arriva da poco più di un anno da quando sono state introdotte misure antidumping per ridurre le importazioni di biciclette elettriche dalla Cina nell’UE, risolvendo un caso che da tempo ha sollevato contese su entrambi i lati della barricata. Gli importatori europei di bici elettriche si sono riuniti come parte di una voce collettiva per contrastare il caso, sostenuta dalla Light Electric Vehicle Association (LEVA-EU).

Secondo l’EBMA, la produzione europea di eBike, che nel 2017 era compresa tra 1,3 e 1,4 milioni di unità, è ora aumentata a 2,3-2,4 milioni nel 2019. Secondo le previsioni di Fioravanti potrebbe raggiungere i sette o otto milioni all’anno entro i prossimi cinque anni. Le importazioni sono diminuite di un enorme 91% nei primi sei mesi del 2019 rispetto all’anno precedente. Un numero che si aggira intorno alle 800.000 unità dalla Cina sono sbarcate nel 2018 nel suo insieme, ma nel primo semestre del 2019 il conteggio ha raggiunto solo quota 54.643.

L’EBMA ha anche citato un aumento delle opportunità di lavoro e dei benefici ambientali derivanti dall’aumento della produzione europea di e-bike, affermando che se tutte le vendite annuali di e-bike nell’UE (20 milioni di unità all’anno) fossero importate dalla Cina, produrrebbe due milioni più tonnellate di emissioni di CO2.

E non sono solo i produttori europei di eBike che stanno ottenendo risultati positivi dai dazi antidumping istituiti, di cui beneficiano anche gli importatori di Taiwan.