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17 Marzo 2020

La parola a Stefano Viganò, managing director Garmin Italia

Come state affrontando l’emergenza coronavirus e come sta impattando sull’azienda in Italia e in altri paesi a livello di risultati nel breve e medio termine? Come azienda avete adottato delle policy condivise o specifiche per l’Italia e se sì quali?

L’Italia è stato il banco di prova di un’emergenza che solo ora anche i colleghi europei ed americani si trovano ad affrontare. La policy di Garmin casa madre, dapprima specifica per l’Italia e la Cina, ha poi trovato applicazione in tutto il mondo. L’implementazione dello smart working è stato portato avanti dai nostri uffici italiani a ritmi vertiginosi, prevedendo già il peggio (chiusura dei negozi e del mercato in generale), nell’evoluzione della situazione. Già da fine febbraio eravamo pronti e ad oggi, dei 60 dipendenti di Garmin Italia, il 90% dell’azienda lavora in modalità Smart. Il restante 10% garantisce in azienda la gestione della ricezione e dell’invio dei prodotti in riparazione/garanzia e il funzionamento della tecnologia informatica, il cuore per chi oggi lavora da remoto. In termini di business alcune categorie di prodotto sono state impattate più di altre ma è una situazione che riusciamo a sostenere. Cresceremo anche nel 2020 ma meno del previsto. Tutto dipenderà da quando tutte le attività riprenderanno e stimiamo che la voglia di fare Sport riprenda anche più consistente di prima.

Avete adottato particolari agevolazioni o iniziative per supportare i vostri dealer in questo momento?

A bocce ferme, valuteremo la necessità di intervenire e sostenere i nostri rivenditori anche con degli interventi personalizzati. Da sempre abbiamo cercato di costruire rapporti commerciali basati su una vera partnership. E l’esperienza che stiamo vivendo confermerà quanto di buono siamo riusciti a creare, in termini di fidelizzazione, in questi anni.

A inizio 2019 Garmin ha Acquisito Tacx, tra i marchi leader nel mondo degli home trainer, qual è il bilancio di questo primo anno di gestione del nuovo brand e quali i numeri in termini di volume e valore registrati in Italia?

Il mercato degli smart trainer è in grosso fermento e potenzialmente è il mercato del futuro nel mondo cycling. Si continuerà certamente a pedalare per strada o sui sentieri, ma l’esperienza di poter replicare a casa un percorso vero in chiave virtuale (compresa la percezione di correre sul Pavè o su strade bianche), completerà l’esperienza di chi ama il mondo dei pedali. Siamo partiti molto bene sin dall’inizio, con dei risultati quasi inaspettati. La richiesta è stata talmente eccezionale al punto che a Gennaio avevamo ancora diversi ordini da dover evadere a causa della mancanza di prodotti. Il concetto del pedalare noiosamente sui “rulli”, è stato reinventato garantendo un’esperienza entusiasmante grazie alla nuova tecnologia. Per compensare quanto non si riesce a fare all’aperto, abbiamo programmato degli allenamenti in diretta online da eseguire in compagnia di Ivan Basso, Claudio Chiappucci e Davide Cassani. Da Settembre ad oggi abbiamo venduto oltre 3.000 pezzi di smart trainer ma avrebbero potuto essere il doppio se ne avessimo avuta disponibilità. Sì, siamo stati colti di sorpresa.

Vi sono state variazioni nelle vendite a seguito dell’emergenza e della forte limitazione delle attività outdoor? In che percentuale? Siete ad oggi in grado di soddisfare la richiesta degli utenti italiani?

Si sono vendute molte più unità in un periodo che, normalmente, coincide con l’inizio della stagione propizia. Ad oggi abbiamo soddisfatto il 90% delle richieste ma riceviamo ordini giornalmente. Faremmo di tutto per incontrare le esigenze di chi a casa vuole divertirsi allenandosi in questi giorni drammatici.

Oggi home trainer significa anche essere connessi con gli altri ciclisti, avete registrato anche un forte incremento degli accessi o dei download alle vostre piattaforme di training online e in che percentuale?

In forte crescita decisamente, considerato che il concetto di rullo tradizionale è da considerarsi ormai parte del passato. La richiesta è molto alta e questa è una grande soddisfazione. Sapere di contribuire allo stato di forma di tutti gli appassionati costretti a casa, rende questo periodo difficile più facile da sostenere.

 L’aumento del volume dei dati può aiutare a codificare tendenze, caratteristiche e gusti dei ciclisti per sviluppare prodotti o software  sempre più dedicati e cuciti su misura per ogni utente?

Siamo solo all’inizio. Molte novità che rivoluzioneranno l’approccio all’allenamento da qui in avanti sono in arrivo. Seguire allenamenti personalizzati, da soli o in gruppo, renderà l’utilizzo di questi prodotti un modo nuovo di fare ciclismo. Lo smart Trainer sarà un compagno d’allenamento anche durante la bella stagione grazie ai lavori specifici che si possono fare per accrescere il proprio stato di forma. Non sostituiranno la bicicletta praticata all’aperto, ma completeranno l’esperienza di allenamento.

Indoor e Outdoor vanno sempre più di pari passo, gli home trainer di oggi sono parte integrante della preparazione tutto l’anno e stanno creando vere e proprie comunità social e nuove forme di allenamento. Essendo come azienda ben presente in entrambi i due mondi, qual è il vostro punto di vista sui futuri scenari e le possibili evoluzioni?

Lo vedremo presto in questi giorni… Vuoi vedere che la Milano Sanremo e il Giro d’Italia si correranno comunque? 

garmin.com