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1 Aprile 2020

Da Bergamo giungono segnali di resistenza: all’emergenza sanitaria, alla crisi, e arrivano con il consueto fare di un popolo abituato a reagire in prima persona, a metterci del proprio, a lavorare, a non mollare mai (“mola mia”  è un detto tipico di queste parti). Infatti fin dai primi giorni del blocco totale e dell’emergenza sanitaria, in azienda già si parlava di cosa poter fare per rendersi utili, per dare una mano. Da qui l’idea di convertire la produzione dei capi tecnici in quella di mascherine, un prodotto che in questo periodo è richiestissimo da tutti e non si trova così facilmente nei canali di mercato tradizionali. L’idea, come ci dice Paola Santini, è nata in contemporanea sia dalla dirigenza del brand che dai dipendenti, tutti desiderosi di voler fare la propria parte per supportare il territorio messo in ginocchio dalla diffusione del Covid-19. “L’idea di produrre mascherine ha avuto diverse persone coinvolte nella genesi: io, mia sorella Monica, ma anche molti nostri dipendenti. Volevamo fare qualcosa per essere d’aiuto in questa situazione di emergenza: come ci ha insegnato nostro papà Pietro Santini, l’importante è non mollare mai e lavorare con dedizione e passione“.

Le cosidette “mascherine” non sono però un prodotto così semplice da costruire, se lo si vuole fare nel modo più corretto, ovvero che assolva le reali necessità degli ospedali e anche della gente comune che vuole utilizzarle come dispositivo di sicurezza, la normativa è ampia e va rispettata, in ottemperanza ai dettami dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS). “Il primo prototipo di mascherina è stato realizzato in poche ore con un tessuto water resistant dell’azienda SITIP di Cene (in Val Seriana) che ci ha proposto un tessuto che noi utilizziamo per i nostri body da triathlon. Il primo campione è stato mandato al Politecnico di Milano per le prove, ma non ha superato i test per utilizzo sanitario e medicale, tuttavia i tecnici ci hanno detto che poteva essere utilizzato per “scopi civili” purchè si rispetti la norma di un metro di distanza (in conformità con le indicazioni della Circolare del Ministero Salute 0003572-P-18/03/2020. Comma 2  art. 16 Decreto CuraItalia.). L’abbiamo mandata in produzione, ma abbiamo continuato a lavorare ad altri prototipi nei giorni successivi per avere una mascherina che potesse garantire maggiore protezione“.

Una produzione tutta bergamasca

Per fare ciò si è anche pensato di agire a “chilometri zero”, ovvero per evitare quanto possibile i vari blocchi alla circolazione, ed essere il più veloci possibili nell’ approvvigionamento delle materie prime,  le aziende contattate come partner sono state ricercate quelle presenti nell’ area di Bergamo. Infatti, in collaborazione anche con Confindustria, che ha segnalato possibili partner, si è giunti a individuare la filiera più adeguata. Sitip ad esempio, che fornisce molti mercati differenti, oltre che quello dell’abbigliamento tecnico sportivo, ha messo a disposizione i propri filati in poliestere a trama fitta con trattamento anti acqua. Dopo vari tentativi si è arrivati quindi a un prodotto che è già in produzione e necessita unicamente delle ultime formalità burocratiche per essere immesso sul mercato, adatta ad essere indossata da operatori sanitari e non, anche a distanza inferiore a un metro (Certificazione di Tipo 1).

Venerdì 27 marzo 2020, il PoliMi ci ha dato l’ok su un nuovo prototipo e adesso siamo in fase di certificazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Il via libera dell’ISS è fondamentale ma inizieremo a breve una prima produzione per essere pronti a distribuirle dalla seconda metà di Aprile.  Essere tempestivi ora è infatti necessario“, dice Paola Santini.

I test svolti in conformità ai metodi indicati nella norma UNI EN 14683:2019 sono stati:

  1. capacità filtrante
  2. carico biologico (bioburden)
  3. capacità di protezione dagli schizzi (per i tipi di maschera che richiedono tale caratteristica)
  4. pressione differenziale (traspirabilità)

Questo secondo prototipo approvato dal PoliMI è stato realizzato con materiale RadiciGroup che ha fornito il tessuto e con l’azienda Plastik che ha contribuito con la membrana accoppiata al primo tessuto.

Alto grado di protezione certificato

Queste mascherine hanno quindi un alto grado di protezione, e verranno usate da pazienti, malati, personale sanitario (ma non in sala operatoria). La mascherina presenta un tessuto a 9 strati sovrapposti ed è stata definita, nel documento di certificazione: «mascherina chirurgica – SP MASK T1 di Tipo I» (come da dettaglio riportato alla nota1). La produzione avviene all’ interno dello stabilimento Santini, e le macchine di taglio sono state appositamente convertite nel loro funzionamento per agire al meglio sul materiale filtrante. Le cuciture avvengono però a mano. “La difficoltà è stato spiegare alle nostre addette alla cucitura che dovevano essere veloci. Sono abituate a lavorare con la massima cura del dettaglio, creando cuciture estetiche, perfette, di grande qualità per creare i nostri capi. In questa situazione, una tale cura non è richiesta, c’è bisogno di velocità”, spiega sempre Paola Santini. Infatti, se dal lato della preparazione, in azienda sono in grado di tagliare anche 100 mila mascherine al giorno, la produzione finale si può attestare unicamente intorno alle 15/20 mila. Tramite l’aiuto di altre aziende si raggiungerà probabilmente a una produzione di 50 mila, pronte per essere sterilizzate e impacchettate in buste da 10 pezzi.

Entro la fine della settimana è previsto l’ok definitivo dell’ISS e le prime consegne si stima che avverranno subito dopo Pasqua, il 14 di aprile. In 40 persone stanno lavorando a questo progetto, che, secondo l’azienda: “Coprirà giusto i costi di produzione e certificazione”. L’operazione delle mascherine così prodotto prevede una supply chain a KM Zero interamente bergamasco: Radici per i tessuti, Plastik per l’accoppiatura della membrana, Santini per taglio e cucito (con il contribuito di altri laboratori di cucitura della bergamasca), MiniPack Torre per l’imbustamento e Steris per la sanificazione. Dobbiamo ringraziare Confindustria Bergamo che si è adoprata per fare da capofila e creare i contatti tra i vari player dell’operazione.

santinicycling.com