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7 Maggio 2020

Per la prima presentazione online organizzata da  Specialized Italia, il brand americano ha presentato la terza generazione del suo modello gravel, parliamo della Diverge. L’expertize di Specy nel mondo della ghiaia ha radici profonde, e parte già alla fine degli anni’80, quando lanciò sul mercato una gravel “ante litteram” il modello Rock Combo. I tempi sembravano però ancora non essere maturi per un prodotto di questo tipo, e abbiamo dovuto aspettare più di vent’anni per la definizione in maniera concreta di questa categoria di prodotto. Rock Combo nel 1989 era una combinazione tra le prime mtb e la bici da strada. molto tempo è passato e Specialized si è riavvicinata a questa disciplina nel 2015 con la prima Diverge, in pratica questa era una Roubaix modificata. Gli amanti del gravel sono molto esigenti e richiedono dalla loro bici delle caratteristiche precise di leggerezza e geometrie, per un uso misto, un po’ come avviene nel mondo automotive per le auto per le competizioni rally, e su questo concetto Specialized ha sempre lavorato per unire le caratteristiche stradali con quelle offroad in mezzi sempre più performanti. La necessità di poter montare range di ruote differenti ha portato quindi alla nascita della seconda generazione di Diverge. Volendo ampliare le possibilità di utilizzo per andare più forte nel fuoristrada è stata introdotta la cartuccia Future Shock nello sterzo, derivata dai modelli endurance Roubaix. Ulteriore evoluzione del concetto gravel di Specialized è questa ultima versione, pensata guardando alle richieste dei clienti affinando ulteriormente la Diverge per portare il gravel in casa Specy a uno step successivo. questa bici nasce quindi dai feedback raccolti in seno al grande panorama delle competizioni gravel statunitense ed è pensata a chi con una sola bicicletta può fare e vuole fare tutto.

Il modello entry level della gamma in alluminio

I punti chiave della Diverge

  • Controllo del mezzo per affrontare diversi tipi di terreno
  • Confidenza per passare più tempo in bici in ogni condizione
  • Velocità per dare al cliente un prodotto più performante

Controllo

Questo concetto ruota intorno alla cartuccia Future Shock 2.0 montata di serie a partire dalla versione Comp. L’idea è quella di sospendere il rider smorzando gli impatti provenienti dai terreni dissestati. Questa è integrata nello sterzo, sotto lo stem, pertanto non influisce sulle prestazioni e sulla rigidità del telaio come potrebbero fare sistemi di ammortizzazione canonici. Quando la bici è da guidare quindi agile reattiva e scattante; la Future Shock 2.0 è regolabile nell’idraulica e la cartuccia può essere chiusa e bloccata quasi completamente per affrontare i tratti più scorrevoli o le lunghe salite quando è richiesto di portare il peso sull’avantreno pedalando in piedi sui pedali. Negli allestimenti più bassi di gamma, c’è comunque la future shock 1.5, senza la cartuccia idraulica, ma con un funzionamento a due o tre molle, per alcuni modelli in alluminio meno costosi è invece previsto uno sterzo rigido classico.

La maquette utilizzata da Specialized per testare le geometrie della nuova Diverge

Cambiate anche le geometrie che non derivano più da una modifica della geometria road endurance, bensì sviluppa proprie peculiarità. rispetto alle precedenti versioni si è allungato l’avantreno con un reach aumentato e un angolo più aperto. Aumentato anche l’offset della forcella, e per chi mastica un po’ di geometrie, sa che significa un maggiore controllo del mezzo. La posizione del manubrio rispetto al movimento centrale però non cambia, quindi la posizione in sella è la stessa ma la bici è più stabile. Anche il carro è stato leggermente allungato pur lasciandolo raccolto per garantire la maneggevolezza della bici. Anche il movimento centrale si è alzato un po’ (5mm), rimanendo comunque uno dei più bassi della categoria. sarà così possibile  cambiare la dimensione degli pneumatici senza troppi problemi. La bici è quindi più sicura e controllabile anche alle alte velocità, si avvicina molto alle performance offroad delle mtb front. Questo lavoro di affinamento della geometria è stato fatto tramite l’utilizzo di un software ma non solo, anche in maniera empirica sul campo, partendo dalla base del vecchio telaio ma modificandolo tagliando e reincollando fino al raggiungimento di una nuova geometria ideale. Il comfort al posteriore è legato al reggisella, sempre nella filosofia di voler sospendere il rider, con il  nuovo reggisella Roval Terra, che entra a pieno titolo nella gamma sempre più vasta dei prodotti di Roval, marchio proprietario di Specialized per la componentistica.

L’ingegnoso sistema che permette un ampio passaggio ruota senza modificare la geometria del carro posteriore

Grande lavoro è stato fatto anche per aumentare il passaggio della ruota e quindi le possibilità di customizzazione e la versatilità, il carro posteriore si è rivelata la parte più complicata da gestire, esso può ad esempio essere allungato, ma non si voleva utilizzare questa soluzione per non rallentare la bici. Oppure si può agire modificando il fodero dal lato trasmissione, soluzione che aumenta  però il peso del telaio. Specialized ha agito pensando “out of bounds” modificando la sezione del chain stay, e sostituendolo con una porzione di carbonio piena, in modo da poterne rastremare la sezione e mantenere il passaggio ruota fino a 47 mm; si può quindi arrivare fino a 2.1 per le 650 B, con i parafanghi invece la sezione massima è di 42 mm. Il passaggio del cavo cambio, avviene all’interno di una protezione batticatena studiata appositamente allo scopo, abbiamo una protezione anche sotto il tubo obliquo per proteggere il telaio. Una bici più veloce rischia che arrivino pietre contro il tubo, quindi viene adottata anche nel gravel questa soluzione di diretta derivazione dal mondo mountain. Con il lancio di questo modello Specialized pensa anche a un nuovo copertone, il Rhombus Pro da 42 mm che si affianca alle altre offerte della gamma già in catalogo.

Confidenza

Pensando all’utente gravel, si parla spesso di un rider che vuole stare tanto in bici, spesso da solo ed è distante dai centri abitati, quindi Specialized ha pensato per il modello Diverge un’implementazione ulteriore del concetto di Swat, per i non esperti, esso si tratta un accessorio che si integra al telaio e permette di trasportare “nella bici” gli attrezzi necessari alla manutenzione sul campo. Nel caso dei modelli Diverge di alta gamma questo è stato inserito all’interno del tubo obliquo, sotto il portaborraccia in pratica. Rimuovendone il tappo, si potrà utilizzare tutto il vano interno del tubo che in questo modello è di grandi dimensioni e permette quindi una buona capacità di carico. Swat sarà quindi interno come sulla Stumjumper, per avere tutto ciò che ci serve protetto dentro al telaio. Ciò ci da un maggiore comfort perché permette di liberare le tasche e di avere sempre con sé tutto ciò che serve.  Le borse dove posizionare gli attrezzi sono disponibili anche in versione aftermarket e in due misure differenti. Inoltre si è lavorato anche sulla versatilità del mezzo, potendo montare portapacchi e parafanghi ma anche fino a  6 portaborraccia in varie posizioni sul telaio. Il telaio è infatti studiato per la maggior parte dei portapacchi posteriori. La forcella è stata disegnata per essere compatibile con i portapacchi con fissaggio basso, mentre i portapacchi anteriori con attacchi classici sulla testa della forcella non sono compatibili con la DivergeLo sono invece la maggior parte delle borse a telaio, reggisella e da manubrio. Per quelle che si possono fissare sul tubo orizzontale che si agganciano con il Velcro alla Future Shock, esse possono danneggiarne la il soffietto di gomma. Nel caso si consiglia di usare la Specialized Burra Burra, che si aggancia direttamente sul telaio.

La borsa Swat, studiata per essere integrata nel tubo obliquo

Velocità

La possibilità di utilizzare pneumatici di varie sezioni e la nuova geometria aumentano la confidenza per poter affrontare tutte le diverse situazioni del gravel a maggiore velocità, importante in questa disciplina è anche il peso che entra in gioco per migliorare l’agilità e gli sprint. Anche la rigidità è importante per essere più veloci, rinunciando marari un po’ al peso piuma e cercando di raggiungere il perfetto compromesso alla ricerca del corretto rapporto che permette di trasmettere tutta la potenza necessaria nel modo migliore.

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