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13 Maggio 2020

Proseguono i lanci dei nuovi modelli Specialized, e in un annata in cui si sono messe un po’ nel cassetto le competizioni, sembrano più che azzeccati i prodotti nuovi che il brand americano ha deciso di presentare sul mercato. Infatti, la voglia di libertà dopo la fase di lock down per molti appassionati ha una sola definizione: gravel. E infatti, ecco arrivata la nuova Diverge che vi abbiamo presentato la settimana scorsa . Altri invece ricercano un mezzo versatile, da poter utilizzare tutti i giorni per andare al lavoro, oppure per le “scampagnate” del week end, ecco quindi la nuova Turbo Vado SL, dove SL sta per Super Light, una eBike sportiva dall’anima “urban” che scende anche sotto i 15 kg. Per coloro, giovani e meno, che invece durante la pausa forzata si sono scoperti amanti delle due ruote, ecco la nuova Rock Hopper, entry level da cross country, che vuole fare la bici da gara e lo fa ereditando in parte alcune caratteristiche della sorellona Epic, ma non il prezzo, che rimane concorrenziale a dispetto dei contenuti tecnici del prodotto. Andiamo a scoprire queste ultime novità.

Turbo Vado SL (ebike Active)

Fa parte della categoria di bici che Specy identifica con il nome “Active” e in questa nuova declinazione riprende i concetti introdotti evolutivi introdotti anche in altri prodotti. Rispetto alla Vado che resta a catalogo, è un prodotto più leggero e con dei nuovi vantaggi. Si rivolge a chi necessita di una bici leggera, da poter trasportare sulle scale, oppure sul treno o trasportarla in macchina. La versione SL offre numerosi vantaggi anche a chi con essa vuole divincolarsi nel traffico. SL sta per Superlight, ed eredita il nuovo motore introdotto per per prima sulla Creo. I punti chiave sono gli stessi quindi: la maneggevolezza, l’integrazione e nuovi motore, batteria e software dedicati.

La maneggevolezza della Vado SL è legata al peso e alla geometria con il nuovo motore 1.1 e la costruzione del telaio con tubazione più piccole e struttura più leggera che abbassano il peso fino a 14,9 kg per il top di gamma. Il motore SL 1.1 è più piccolo di quello della Vado e consente di avvicinare la ruota al tubo sella. Anche la quota di stack è diversa e all’avantreno è prevista la cartuccia Future Shock invece che la forcella ammortizzata, con una posizione più rialzata soprattutto sulle taglie più grandi. Sono dei piccoli ritocchi che hanno modernizzato la posizione in sella rendendola più dinamica rispetto al modello tradizionale. La struttura della zona del movimento centrale è molto snella e minimale e integra il piccolo motore. La chiusura sul reggisella è nascosta nel tubo orizzontale e permette di abbassare l’altezza del piantone su tutte le taglie, regalando anche un aspetto più elegante.

L’ eBike Turbo Vado SL è quindi scattante ma con un tocco in più di comfort. Il motore eroga 240 Watt, senza attrito quando è spento o sopra i 25 km/h, la struttura è in magnesio e pesa solo 1,95 kg, un motore che da il meglio raggiunte le 70 pedalate al minuto dove la curva di potenza è costante. Un motore più piccolo significa però una potenza erogata inferiore ma in perfetta linea con la filosofia di questa bici. Il sistema SL è composto da motore, batteria, cablaggio, TCU (il cervello della Vado SL), inoltre vi è anche la possibilità di ampliare la capienza della batteria con il range extender opzionale che offre 50% in più di capacità. L’applicazione “Mission Control” personalizza il comportamento della bici, registra le tracce, si occupa della diagnostica.

Tre sono le modalità di assistenza: eco, sport e turbo con rispettivamente 35% , 60% e 100% di supporto. La TCU nel top tube è il cervello della bicicletta con i tre livelli indicati e lo stato di carica della batteria. su questo modello è previsto anche il display TCD con cinque schermate personalizzabili, un display completo in cui si possono vedere tutte le informazioni, mentre sulla parte sx del manubrio Specialized ha piazzato il remote con quattro tasti: +, -, instant turbo e pulsante luci. Il range di autonomia si spinge da test fatti sul campo in condizioni reali fino a 130 km con la sola batteria principale da 320 Wh. Il range extender è disponibile opzionalmente e incrementa fino a 160 Wh aggiuntivi fino a un totale di 480 Wh, in eco con pedalata agile si possono percorrere fino a 195 km.

Le Vado SL per il mercato italiano sono due diversi modelli: una accessoriata e una nuda minimale, in Italia sarà disponibile la SL 5.0 la più leggera sul mercato con forcella full carbon, Future Shock 1.5, cambio XT 1×12, pneumatico Pathfinder, faro Lezyne anteriore, e posteriore Specialized integrato sotto la sella. Su Vado SL si possono montare anche ruote da 42, per i più esigenti in materia . L’altra bici SL sul mercato italiano sarà quella allestita ed equipaggiata con parafanghi e portapacchi posteriore, con un peso leggermente maggiore, con componenti di gamma inferiore e forcella in alluminio, la trasmissione è 1×10 e i pneumatici sono i Nimbus 2. Le due piattaforme di Vado andranno avanti in modo parallelo per soddisfare i clienti che hanno necessità diverse, la Vado SL è pensata per una persona più attiva, grazie alle doti sportive e dinamiche pur avendo meno potenza del motore. La Turbo Vado già a catalogo può pesare quasi 10 kg in più, quindi si rivolge a chi cerca più potenza.

Rock Hopper (Cross country entry level)

In casa Specialized sembrano aver progettato questa bici con una sola idea in testa: offrire performance a tutti e per farlo hanno rivisto completamente la piattaforma Rock Hopper per portarla a un livello superiore. La nuova Rockhopper è stata rivista per avvicinarsi il più possibile al mondo cross country, con una geometria definita “XC sport”. Dedicata a chi vuole avvicinarsi al mondo della mtb, sfruttando i vantaggi delle geometrie xc, solo un po’ più rilassate rispetto ai mezzi da gara più performanti, la bici è stata allungata, ma la posizione in sella è comunque un po’ più rialzata e quindi comoda e facile.

Queste mtb sono pensate per i più giovani, come mezzi tuttofare, ma anche per far avvicinare gli utenti alle gare xc, non è distante come performance a una top di gamma, da cui si discosta soprattutto per un peso maggiore, infatti un tempo c’era un abisso tra il modello base e il top, oggi invece le differenze si sono assottigliate. Il telio è il cuore della nuova Rock Hopper ed è il punto chiave per spiegarne i vantaggi rispetto al resto dei prodotti presenti sul mercato. Le tubazioni sono a spessore differenziato, l’angolo sterzo è stato portato a  68.5° e i foderi obliqui sono più in baso con uno slooping aumentato. Il tubo sella non è più curvo come nella vecchia versione, evitando così il problema dell abbassamento del reggisella, e permettendo di montare senza problemi tutti i modelli di telescopico, e una maggior gamma di reggisella, il passaggio cavi è ora completamente interno.

Vi è le possibilità anche di montare parafanghi e portapacchi per eventuali utilizzi commuting o per il viaggio. Come per tutta la gamma Specialized le forcelle seguono il programma custom RX, anche sulla Rock Hopper la casa americana introduce quindi delle piccole variazioni sulla taratura con modifiche su aria e idraulica a seconda della taglia della bicicletta. Rock Hopper va dalle gare alla città cercando anche il pubblico dei più giovani, quindi sono tante le tagli e disponibili e non sarà più solo 29 ma anche 27.5 (per le taglie XS e S).

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