The Sustainable Choice è un’iniziativa di Green Media Lab, realtà milanese attiva nella comunicazione per il settore dello sport. Si parla di mobilità green, ma anche di business in questa serie di seminari online che hanno visto partecipare relatori rappresentanti di professioni attive in vari ambiti, associazioni e aziende, tutti uniti nella ricerca di un modo migliore e diverso di affrontare il prossimo futuro, con un focus sulla sostenibilità ambientale. Nel terzo di questi appuntamenti si è parlato di mobilità sostenibile, un tema cruciale, destinato a cambiare le nostre abitudini ma anche (in meglio) l’aspetto e la vita nelle nostre città.

Il futuro della mobilità urbana

Paolo Gandolfi, urbanista

Il governo quando si occupa di questioni relative a come si muovono le persone, difficilmente si occupa anche di mobilità urbana. Molte cose non funzionano e non esiste una politica nazionale precisa in questo ambito, la governance normalmente si occupa più che altro di trasporti e infrastrutture. Il paradosso è però che la grande maggioranza degli spostamenti giornalieri avvengono in realtà all’interno delle aree urbane. Lo stato si occupa di alta velocità ad esempio, nonostante le linee della metropolitana muovano molte più persone. L’impatto che ha la scarsa qualità di questo settore in Italia si riversa notevolmente sulla vita dei cittadini. In paesi dove c’è una mobilità urbana migliore (Olanda o Danimarca ad esempio), c’è un maggiore sentimento reciproco per la gestione delle aree urbane da parte dello stato. Questo perché i comuni da soli non riescono a risolvere tutti i problemi non essendo loro a determinare le regole o a dare risorse per il trasporto pubblico locale.

Più risorse per la mobilità urbana locale

La mobilità urbana è una disciplina debole, ma importante. Questo perché sono le città a produrre gran parte del pil di una nazione, il che porta la questione anche su un piano economico. Perdiamo decine di miliardi di euro ogni anno quando la mobilità nelle nostre città funziona male. È stimato che i cittadini italiani passino tra i quattro e i nove anni della loro vita nel traffico, per la maggior parte in automobile. Il che ci porta a passare gran parte della nostra vita imbottigliati all’interno di un mezzo di trasporto. Migliorare le città in funzione di questo, significa quindi aiutare l’ambiente e l’economia, nonché migliorare anche l’umore dei cittadini. La mobilità in Italia ha però dei grossi problemi, e il livello è inferiore a quella di altri paesi europei come ad esempio la Spagna, gli effetti di questo si ripercuotono sull’alto livello dell’ inquinamento atmosferico. Nelle nuove espansioni edilizie la mobilità occupa gran spazio per strade e parcheggi e produce effetti devastanti dal punto di vista della congestione, poi c’è il tema dell’incidentalità stradale.

I costi dell’automobile

Si possono spendere anche 6000 euro all’anno per il mantenimento di un’auto, un mezzo che genera anche uno stile di vita poco sano, stress e malessere psicofisico. Muoversi in automobile genera anche delle conflittualità con gli altri utenti della strada che nel tempo provoca dei brutti effetti di disgregazione sociale. La soluzione è la mobilità sostenibile, una forma di mobilità che dovrebbe riparare a questi danni. Per sviluppare al meglio questo tema occorre partire nel modo giusto e per gradi, tentando inizialmente di ridurre gli spostamenti, poi modificare le forme di mobilità e per ultimo utilizzare dei veicoli sostenibili. Le auto elettriche non possono essere l’unico metodo, in quanto hanno in comune molte cose con quelle a motore termico. La mobilità dovrebbe diventare un momento di relazione con gli altri, le città più ricche e vivibili creano occasioni sociali e di crescita personale durante l’atto di muoversi al loro interno. La quota di mobilità da sottrarre alle auto dovrà quindi essere veicolata verso situazioni più sostenibili come: spostarsi a piedi o con la micromobilità; la bicicletta, diventa un mezzo modernissimo e funzionale, anche l’eBike: indiscutibile protagonista del futuro delle città sostenibili. Poi abbiamo anche il trasporto pubblico e collettivo, che in questa fase è però in grande difficoltà. Inoltre vi sono anche il car sharing e il car pooling, se in una città le automobili stanno meno ferme e sono usate da più persone si trasformano in mezzi del tutto validi per gli spostamenti.

Come intervenire: parola all’urbanistica

Occorre quindi investire nelle infrastrutture, come ad esempio in marciapiedi più larghi che facilitano il pedone e le attività economiche al dettaglio. Soprattutto nelle grandi città dovremmo avere aree pedonali, zone trenta, piste ciclabili, strutture di trasporto pubblico, politiche di sharing e servizi di micro-mobilità. In non ci si deve dimenticare però della sicurezza stradale. Spesso si delega tutto alle automobili e ai dispositivi di sicurezza attivi e passivi, ma la sicurezza aumenta nel momento in cui diminuisce la circolazione delle stesse. Occorre redistribuire lo spazio in maniera più democratica tra le varie forme di mobilità.

Il danno per la salute

I morti precoci stimati dovuti all’inquinamento sono decine di migliaia all’anno, il rumore non produce un danno così grosso, ma peggiora la qualità della vita. L’automobile è irrazionale dal punto di vista energetico, infatti il 70% dell’energia utilizzata viene dissipata. Quindi andrebbe quando possibile evitata, ma la paura dell’affollamento nei mezzi pubblici produrrà per forza di cose una diffidenza verso il trasporto pubblico locale e anche sul car sharing. Significa che costoro cercheranno altre forme di spostamento, e dovremmo evitare che si scelga proprio l’auto. Basti pensare che in grosse città come Milano il trasporto pubblico è utilizzato da circa un milione di persone. Si dovrà quindi spingere verso una rete di mobilità di emergenza e creare condizioni per cui la gente sia portata a muoversi in bici o con la micro-mobilità. Sarà fondamentale che questa nuova forma di spostamento diventi protagonista degli spostamenti del futuro.

Bosch

Carlo Mannu, business development e relazioni istituzionali

La mobilità è un settore importante del business per Bosch che è una fondazione e ha come compito di reinvestire gli utili in ricerca e sviluppo o in programmi sociali. Bosch vuole essere neutrale a livello di emissioni. I pilastri della strategia di Bosch in questo senso sono: la guida autonoma connessa delle auto elettriche, che secondo alcune stime al 2030 saranno il 25% delle auto nel mondo; l’efficientamento dei motori a combustione; i mezzi elettrificati, che partono dai passeggini alle bici , agli scooter, alle microcar, fino allo studio dei mezzi a trasporto pesante dotati di fuel cell. Nel dettaglio delle eBike vediamo che da alcuni studi (Cycle Logistics) si è stimato che più del 50% delle consegne urbane possano avvenire tramite biciclette, anche di quelle derivate dall’e-commerce.

bosch-ebike.com

Athena

Andrea Polo, product manager divisione sport tech di Athena

Athena è una realtà in forte evoluzione nel contesto del trasporto, il core business fornisce guarnizioni e articoli tecnici per i mezzi di trasporto, che ha radici in un mondo endotermico ma in cui è presente una forte sensibilizzazione alla sostenibilità, anche con iniziative interne, come ad esempio gli imballaggi sostenibili o l’installazione di pannelli solari sui tetti delle proprie sedi. A livello mondiale Athena è presente su tutto il territorio, con produzione e distribuzione. Dieci anni fa nasceva la divisione distribuzione di articoli ad alto contenuto innovativo nel mondo del consumo e dell’outdoor con prodotti come GoPro, i monopattini elettrici, i telefoni resistenti, i generatori a ricarica solare. Gli incentivi potranno certamente avvantaggiare i prodotti Segway, leader mondiale dei monopattini elettrici, essi non sono alternativa all’auto o alla bici, ma un mezzo di trasporto a sé. Segway nasce dall’intuizione di un tecnico americano per agevolare forme di spostamento con la famosa biga auto-bilanciata che aveva costi però molto elevati. Dopo circa 15 anni e la fusione con Nineboot, esperta di robotica a condizioni economiche più accessibili, ha introdotto anche i monopattini, uno strumento che il mondo è più abituato a recepire e quindi di maggior diffusione. Ad oggi il 70% dei mezzi circolanti al mondo sono a marchio Segway o prodotte con il suo know how. A livello di monopattini offre tre modelli: ES1, ES2 e recentemente è stato introdotto il MAG G30 per spostamenti più intensivi. Tutti con diverse caratteristiche di prezzo e prestazione, adatti ad altrettante tipologie di utenti.

athena.eu

Cittadini per l’Aria

Anna Gerometta, avvocato

Il problema della qualità dell’aria è un problema fondamentale per la salute e il benessere soprattutto nella pianura padana e tramite fattori come l’inversione termina capita che essa sia ingabbiata in una coltre di inquinamento, dal dentro non ce ne si rende conto. Questo è un fattore molto alto di rischio per le persone. L’inquinamento sfocia anche in ospedalizzazioni, tramite sintomi e cambiamenti che non notiamo subito ma che portano grandi problematiche durante la nostra vita e inficia su molti dei nostri organi. Particolato e inquinamento rendono il sistema respiratorio più debole e riducono le difese immunitarie. È riconosciuto che il Coronavirus ad esempio trovi terreno fertile presso quei soggetti che hanno patologie legate l’inquinamento atmosferico. Importante è quindi lavorare sulle nostre città, esse hanno una dimensione geografica del 2% del territorio, in cui è contenuta la metà della popolazione mondiale e che consuma il 75% dell’energia. Come associazione Cittadini per l’Aria ha scelto di evidenziare il problema del biossido di azoto. Serve avere un approccio sistemico e olistico che coinvolga tutte le componenti e ogni soggetto che si muova nell’ambito urbano che dovrà farsi sentire e richiedere mobilità sostenibile.  Essa riduce l’inquinamento e le isole di calore, i motori riducono gli spazi verdi che sono invasi dalle automobili in sosta ad esempio. Tutto ciò comporta la conseguenza di fare molto meno attività fisica. Le aziende, dal canto loro, possono facilitare lo smart working e incentivare i dipendenti all’uso delle biciclette. Servirebbe anche migliorare la logistica, trasformare le aree pavimentate delle aziende a verde, adottare le aree pubbliche, farsi sentire con le amministrazioni.

cittadiniperlaria.org