In questo articolo si parla di:

Intervista in esclusiva per Bikefortrade a Tomas Carrara di Polartec, che ci parla di prodotto, ma anche della svolta “green” dell’azienda. Una scelta di responsabilità che non ha ripercussioni sulla qualità e fa da volano per lo sviluppo di nuove tecnologie.

Il “tessuto” Alpha è uno dei vostri prodotti di punta, ed è anche uno di quelli che maggiormente hanno beneficiato della rivoluzione green di Polartec, spiegaci la sua genesi

Alpha nasce come soluzione a un problema specifico delle forze speciali americane. Fino a dieci anni fa i sistemi per la protezione dal freddo erano di due tipi: fleece oppure ovatta sintetica. Il primo non era resistente all’aria, mentre il secondo non era traspirante. Da qui la necessità di avere un prodotto che garantisse traspirabilità e calore per i soldati in missione, che potevano indossare lo stesso capo in varie condizioni anche per più giorni. Alpha permette alta coibenza termica e può essere inserito in un pacchetto che funziona da barriera agli agenti atmosferici. Si possono utilizzare molti tessuti elastici all’esterno, permettendo di creare capi più ergonomici e portarli più vicino al corpo. Inoltre, Alpha risolve un altro problema, quello dell’evacuazione del sudore non condensato, è idrofobo e non assorbe acqua ma funziona da trasportatore dall’interno verso l’esterno, cosa fondamentale soprattutto per gli utenti attivi. Da qui Alpha ha trovato un ideale applicazione anche negli sport dove l’utilizzatore affronta molta attività aerobica.

Quali sono i prodotti in cui viene utilizzato Polartec Alpha nel mondo del ciclismo?

Inizialmente Alpha è stato impiegato come mid layer, tra i primi, Rapha ha creato gilet che andavano sopra il jersey. Perfetti per il clima e il mercato UK, in quell’ ambiente spesso si esce con una protezione aggiuntiva al jersey. Da allora a cascata sono seguiti altri client come Santini, che hanno capito esattamente il meccanismo di funzionamento di questo prodotto e hanno evoluto l’offerta pensando anche a capi underwear e sotto-guanti. Essendo Alpha utilizzabile anche a contatto diretto con la pelle. Rh+ invece l’ha utilizzato, in passato, accoppiato con tessuti impermeabili per giacche invernali. Insomma le applicazioni possono essere davvero varie e si possono confezionare capi utilizzabili in mezza stagione come in inverno.

Quale pensi sia oltre ad Alpha il prodotto “cycling oriented” più rappresentativo?

Sicuramente la piattaforma Neoshell, una soft shell che per la prima volta ha un trasporto concreto di aria dall’interno all’esterno. L’abbiamo rivista specificatamente per il ciclismo, creando dei tessuti che arrivano a contatto pelle, quindi tessuti a maglia che al tempo stesso sono membranati, con la possibilità di scambiare fino a 8 mq di aria al secondo. I nostri client hanno creato delle jersey per i climi molto piovosi grazie al fatto che la membrana scambia aria e mantiene il ciclista asciutto.

Tomas Carrara, international product manager Polartec

Come avviene il processo produttivo di Polartec Alpha? In che percentuale viene utilizzato materiale riciclato e quale?

Parliamo di uno dei prodotti più green a catalogo Polartec, usiamo un poliestere 100% riciclato da PET (plastica per uso alimentare), è green anche il trattamento impermeabile delle fibre, con certificazione PFC Free.

L’utilizzo di materiali riciclati influisce sulle performance del prodotto?

No, la scelta di utilizzare materiale riciclato non ha risvolti negativi dal punto di vista tecnico. Oramai l’industria chimica ha reso disponibile un’ampia gamma di filati senza riduzione di performance. I costi sono però in alcuni casi maggiori e per questo diventa una scelta aziendale quella di puntare sulla sostenibilità, assorbendone i costi aggiuntivi. Polartec da sempre ha deciso di convertirsi al riciclato senza applicare incrementi di listino. Il consumatore finale non si aspetta di pagare di più rispetto al prodotto normale, quindi è una scelta tutta nostra. L’ecosostenibilità però sta spingendo il nostro brand, perché i nostri clienti cercano sempre di più questo tipo di materiali.

Polartec utilizza materie prime “green” anche in altri prodotti in gamma?

Si certo, più di un bilione di bottiglie riciclate sono state utilizzate da Polartec in questi anni, non consideriamo più nuovi prodotti che non siano fatti con poliestere al 100% riciclato e con certificazione GRS. Il mondo della chimica non ha proposto ancora soluzioni perfette su nylon ed elastan, in cui per ora siamo a un livello di post industrial recycle, quindi un recupero del materiale di scarto. Più del 65% della nostra collezione è fatta però da materiali riciclati. Oltre al poliestere “green” utilizziamo anche fibre biodegradabili come la lana. Inoltre, ecosostenibilità non significa solo l’uso di materie prime riciclate, ma anche non sprecare l’energia impiegata nei processi industriali, la quantità di emissioni di Co2 ecc…

Quali sono i limiti eventuali o le difficoltà che si devono affrontare nell’utilizzo di materiali di riuso? E cosa succede a un prodotto riciclato alla fine del suo ciclo “vitale”

Onestamente non vedo limiti in fase di produzione e uso, però quando si parla di ”after life” si entra in un meccanismo in cui ogni azienda ha un suo punto di vista. C’è chi si concentra sul fare un prodotto monofibra e quindi ulteriormente riciclabile. Altri lavorano sulla durabilità del capo lavorando per estenderne la vita o per poterlo riutilizzare una volta rigenerato. Altri si buttano sulle fibre naturali e biodegradabili, anche se è sempre difficile trovare un’azienda che vada al 100% in questa direzione, su grosse produzioni questa politica potrebbe compromettere la food chain locale, con un impatto alla fine negativo.

Come vedi il futuro delle aziende che puntano sulla tecnologia sostenibile?

Dopo 20 anni in Polartec non ho mai visto come negli ultimi mesi un’attenzione così alta per il pianeta e per il mondo outdoor. L’ambiente è la priorità principale dell’industria e dei client nella supply chain. Stiamo a vedere, ma i risultati nei prossimi anni prevedo saranno molto interessanti. La tecnologia è in continua evoluzione con processi rivoluzionari e attenti all’ambiente, come la nostra piattaforma Power Air, in cui evitiamo lo shedding, ovvero la quantità di fibre che il tessuto perde, con questa costruzione creiamo l’isolamento termico attraverso una lavorazione particolare che ci permette avere un valore di coibenza termica senza “garzare” il tessuto e la propensione della materia prima a perdere fibra.

polartec.com