In questo articolo si parla di:

L’occhiale da ciclismo italiano al 100%. Al motto di “Alba Optics doesn’t make you faster”, Luca e Piergiorgio hanno conquistato una nicchia di mercato e tanta credibilità tra i ciclisti di ogni tipo con una passione per la performance e lo stile. Sempre alla ricerca di nuove idee per ampliare la gamma, i ragazzi di Alba Optics si presentano a Rimini con tutta la loro collezione di occhiali che sta conquistando il mondo.

Luca Gentile e Piergiorgio Catalano – founders di Alba Optics

Fatturato 2021: in calo, stabile o in crescita? Come racconteresti brevemente questi primi nove mesi dell’anno?

Ci siamo da soli tre anni, in pratica siamo ancora una startup, e siamo in costante crescita. Ci sembra che sia un bel momento per il nostro mondo, questo periodo ci ha permesso di consolidare alcune relazioni con i nostri dealer, anche quelli che hanno avuto momenti difficili.

Quali novità presentate per la prossima stagione?

Stiamo preparando una nuova asta per il modello Solo che ci permetterà di poterlo colorare in vari modi e una versione di Anima con uno shape del frame più piccolo e rotondo da dedicare ai visi più piccoli come donne o rider magri. Il delta resta ma ci metteremo nuove colorazioni di colore e di lente con anche una forma un po’ diversa più simile al Delta Ultra. Poi stiamo pensando a un nuovo modello che sarà una rivisitazione “moderna” del Delta. Stiamo pensando a qualcosa dedicato più all’atleta più performante come filosofia.

Ripartono gli eventi in presenza, quali sono gli elementi che non devono mancare per una manifestazione di successo?

L’evento deve essere partecipativo, quindi non una semplice mostra, abbiamo tutti un sacco di voglia di incontrarci e condividere. Anche la selezione dei brand è una cosa importante, siamo appena tornati da Eurobike, e a nostro avviso non rispecchia affatto il momento d’oro che sta vivendo il nostro settore, i brand portano il carattere, spesso un evento lo fanno i marchi che vi partecipano. Un’altra cosa che non dovrebbe mai mancare per noi è una gara o una ride a contorno.

Vista la situazione attuale le novità 2022 non sono molte. Quando pensi che che il mercato tornerà a normalizzarsi?

Il problema non è il Covid, o meglio non più. C’è un problema di numeri e un aumento eccessivo della domanda, non sappiamo quando finirà e fino a che punto potranno aumentare i prezzi. Noi abbiamo consegnato puntuali e continueremo a farlo producendo in Italia, è stata la mossa giusta fin dall’inizio e andremo avanti di sicuro su questa linea.

Quali interessanti iniziative avete in serbo per il futuro?

Stiamo partecipando a un po’ di eventi e scelto i nostri rider preferiti e che vogliamo supportare. Che sono poi quelli che ci somigliano di più, persone che viaggiano che esplorano, che si prendono il proprio tempo e gli danno qualità, proprio come noi diamo qualità ai nostri prodotti, magari che corrono e vanno forte perché si allenano e hanno il motore, ma poi non disdegnano di fermarsi e godersi il percorso. Stiamo facendo un po’ di eventi nel mondo gravel, parteciperemo ad esempio a Grinduro, siamo alle Jeroboam, e siamo stati a Nova Eroica, che sono dei momenti belli in cui incontriamo il nostro pubblico.