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11 Gennaio 2021

La massiccia domanda di eBike e biciclette in combinazione con le interruzioni della produzione, ha sconvolto il mercato nel 2020. L’impatto sulle forniture interrotte per i componenti Shimano  causati dal Covid-19 non sarà finito quest’anno. Se ne sono accorti un po’ tutti, dagli aspiranti possessori di una nuova bicicletta, ai negozianti, alle aziende produttrici. Le liste d’attesa sono lunghe e per certi modelli particolarmente richiesti l’attesa potrebbe durare fino a febbraio 2022.

A tal proposito il presidente di Shimano Europa Marc van Rooij prova a spiegare la situazione. Come molti altri nel settore, anche il produttore giapponese di componenti ha dovuto affrontare una fase di blocco della produzione, seguito da un’altra di eccesso di richieste. Lo scorso ottobre Shimano già affermava che :“A causa delle sfide senza precedenti e inaspettate del Covid-19, c’è stata un’enorme ripresa positiva, che i consumatori di tutto il mondo hanno apportato al ciclismo durante l’estate. Le persone sono salite in massa sulle bici per evitare i trasporti pubblici o per intraprendere un’attività sportiva o ricreativa diversa. Il che sta portando molti negozi e produttori globali di biciclette a vendere i prodotti prima del previsto“. Da ciò si evince anche una sostanziale perdita delle fluttuazioni di mercato derivanti dalla consueta stagionalità, caratteristica in altri anni del settore della bici.

Ciò ha costretto, non senza qualche ritardo a una riorganizzazione della capacità produttiva. Shimano ha anche chiarito di stare lavorando con i propri clienti per offrire soluzioni in modo che possano portare sul mercato biciclette complete il prima possibile. “Stiamo anche affrontando il surplus di domanda nella supply chain, riorganizzando la nostra capacità di produzione per garantire ai ciclisti un’ampia scelta quando si tratta di acquistare nuove biciclette, parti e accessori“.

Riguardo a ciò che è realmente accaduto negli ultimi mesi, il presidente di Shimano Europa, Marc van Rooij, ha rilasciato una dichiarazione che ben sintetizza il chaos che ha caratterizzato il 2020: “Noi e molti altri siamo stati travolti da uno tsunami di ordini. Per fare un esempio: l’11 marzo stavamo discutendo con un OEM che era preoccupato di far uscire i propri prodotti dalla Cina in tempo. Nel caso in cui Covid-19 raggiungesse l’Europa, prevedevano una cancellazione dal 10 al 15% dei loro ordini. L’impatto sarebbe stato limitato secondo loro. Una settimana dopo annullarono il 50% dei loro ordini, e un mese dopo ci chiesero di fornire comunque gli ordini annullati. Dato che lavoriamo secondo il sistema first-in-first-out, gli ordini annullati non avremmo comunque potuto evaderli un mese dopo. Oltre alla riorganizzazione degli ordini in base alla nostra capacità, abbiamo anche dovuto aumentare la produzione a un livello senza precedenti. L’assunzione di ordini per la seconda metà del 2020 e la prima metà del 2021 non corrisponde in alcun modo alla nostra capacità. Cerchiamo di trovare il giusto equilibrio tra l’acquisizione degli ordini e la produzione, ma possiamo farlo solo entro un certo intervallo. Di conseguenza, i nostri tempi di consegna sono ancora molto lunghi e questa situazione continuerà per il prossimo periodo. Discutiamo con i nostri clienti se la loro acquisizione di ordini è realistica al fine di bilanciare il mercato“.

Nell’intervista Marc van Rooij sottolinea anche che per Shimano un reale aumento di capacità richiede almeno un anno. “Non possiamo anticipare una situazione caotica come quella del 2020 e nessuno può garantirci i livelli di vendita del 2020 tra tre anni“. Nell’ultimo rapporto di Shimano sui suoi risultati finanziari, la società ha fornito una prospettiva positiva in contrasto con i rapporti precedenti, quando non voleva fornire alcuna previsione a causa dell’incertezza del mercato. Per l’intero anno Shimano prevede un fatturato di 350.000 milioni di yen (2,8 miliardi di euro) per il 2020 rispetto ai 363.230 milioni di yen (2,9 miliardi di euro) nel 2019.

Fonte: bike.europe