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La nuova fabbrica di KTM è stata aperta nel 2019 a Mattighhofen, cittadina austriaca che in pratica vive e prospera grazie alla produzione delle bici e delle moto “arancioni”. C’è però da precisare che esse non appartengono allo stesso gruppo industriale, ma oramai da parecchi anni sono due realtà ben distinte e separate, seppur nella stessa area geografica.

La notizia è che il nuovo e avveniristico impianto, verrà nuovamente ampliato per ottenere una maggiore capacità produttiva. Negli ultimi due anni KTM Bicycles aveva già investito in un nuovo capannone produttivo e logistico. Osservando le prospettive di mercato di un rapido aumento delle vendite nei prossimi anni.  Nel 2018 KTM aveva anche annunciato la costruzione di un nuovo impianto presso la propria sede a Mattighofen, investendovi 10 milioni di euro. “Inizialmente eravamo in uno stato di shock a causa dei lockdown“, ha affermato Stefan Limbrunner, ceo di KTM Bicycles, “Non ci aspettavamo davvero un boom delle vendite da questo dimensioni, ma le cose sono andate incredibilmente veloci. Da gennaio 2022 avremo la possibilità di produrre da 1.500 a 1.600 biciclette al giorno. Un anno fa, stavamo assemblavamo 900 biciclette al giorno. Quando abbiamo ripreso la produzione dopo il primo blocco abbiamo aumentato la nostra capacità a 1.000 unità, quindi a 1.100. Nell’anno finanziario 2018/19 il nostro fatturato era di 290 milioni di euro, mentre per quest’anno la nostra raccolta ordini ha un valore complessivo di 500 milioni di euro. Ci aspettiamo di costruire 350.000 biciclette quest’anno, di cui 290.000 saranno eBike“.

Il board di KTM-Bikes nella sede di Mattighofen

Limbrunner esprime inoltre la pressione sentita dall’industria a causa della concorrenza globale della bici. “Se chiedo a un fornitore quando riceverò i pezzi, mi dice: tra 14 mesi. Il tempo medio di consegna è tra 480 e 680 giorni. I produttori di componenti difficilmente riescono a tenere il passo con la produzione indipendentemente dal fatto che siano in Europa o in Asia“.

Fonte: Bike Europe