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Nel pomeriggio di oggi si è tenuto il webinar “Quale futuro per il mercato bike?”, un’iniziativa promossa da Assosport Sport Press e rivolta alle aziende italiane che producono e distribuiscono biciclette, abbigliamento e attrezzatura sportiva.

L’evento è stata un’opportunità per parlare dei nuovi appassionati, dei trend del momento, degli effetti collaterali del Covid su produzione, trasporti e consegne e dell’andamento di un mercato in continuo sviluppo.

Moderati dal direttore editoriale di Sport Press Benedetto Sironi, sono intervenuti durante l’incontro Elisabetta Gaspari, vicepresidente Assosport e Alessio Cremonese, consigliere di Assosport e amministratore delegato Manifattura Valcismon. Nel corso del meeting hanno partecipato come relatori anche Alessia Piccolo, amministratore delegato Apg Jersey (Alè Cycling), Cristiano Barbazza, presidente Rudy Project, Alfonso De Antoni, sales manager Briko, Rosella Signori, amministratore di Sidi Sport, Mauro Borgini, amministratore delegato di Borgini, Jacob Oberrauch, amministratore delegato di Sportler e Luca Nardello fondatore di Lunar.

L’introduzione del direttore Benedetto Sironi

Il direttore ha fatto una panoramica del settore bike nel mondo, in Europa, negli Stati Uniti e in Italia, mettendo insieme una serie di dati e statistiche grazie a cui è stato possibile analizzare l’andamento attuale, le previsioni sul futuro e l’impatto del Covid.

Come la pandemia ha influito sul mercato del settore dello sport e della bicicletta? Sicuramente con un boom che nessuno degli addetti ai lavori ipotizzava. Dai forecast si dovrebbe assistere a una crescita del mercato bici fino al 2030 del +43%. Sono stati presentati dati che hanno evidenziato la crescita del settore bike nel 2020 con un a conferma della crescita anche per i modelli a pedalata assistita.

Grande attenzione è stata posta al tema della mobilità, spiegando come tra le cinque abitudini che gli italiani vorrebbero mantenere nel post lockdown c’è quello dell’uso della bicicletta. L’Italia sulle infrastrutture è stata virtuosa (anche se ancora molto c’è da fare) dal momento che è stato il secondo Paese che ha investito più risorse pro capite in piste ciclabili nell’ultimo anno. Seconda solo alla Finlandia.

È stata poi data un’anticipazione dei dati raccolti dalla redazione di Sport Press con l’inchiesta di inizio anno “La Carica dei 101”, che ha intervistato un panel totale di 101 negozi del comparto bike.

La parola ai relatori: bolla o trend?

I diversi relatori presenti al webinar si sono chiesti se questa forte crescita non sia una realtà una grande bolla e hanno provato a definire, oltre agli aspetti positivi dell’ultimo anno, anche tutti quei segnali collaterali di difficoltà del settore bike come la mancanza di approvvigionamenti o i ritardi nelle consegne. I vari relatori hanno provato a rispondere proponendo varie strategie per rispondere a un momento sicuramente irripetibile per il settore del ciclo che presenta grandi sfide e opportunità.

Rosella Signori ha affermato: “Il periodo è sicuramente stato imprevedibile. Per noi non è semplice capire cosa succederà in futuro. Ci sono sicuro delle forti tendenze, con una nuova tipologia di cliente che ha conosciuto la bicicletta durante la pandemia. In forte crescita anche il settore della mountainbike e delle gravel. Con l’aumento della produttività a livello aziendale abbiamo dovuto affrontare scelte particolari: per esempio noi utilizziamo le ore straordinarie con i nostri dipendenti, ma è una situazione transitoria perché non possiamo continuare così per sempre. Anche sul tema delle nuove assunzioni non è semplice trovare manodopera specializzata per prodotti come i nostri molti tecnici e performanti. Per noi è importante capire come potrà assestarsi la domanda del nostro settore che fa gola a tanti player”.

Cristiano Barbazza ha aggiunto: “Credo che la traiettoria di crescita del nostro settore continuerà, anche se naturalmente non con questi ritmi per sempre. Il Covid è stato un fenomeno dirompente che ha cambiato i comportamenti dei consumatori. La pandemia ha sconvolto la vita di tutti noi e non credo si tornerà indietro. Le persone in questo periodo hanno riscoperto il piacere e la gioia di andare in bici e c’è sempre più un’attenzione importante per tutte le tematiche green, elemento che sta cambiando le città con sempre più piste ciclabili”.

Alessia Piccolo ha affermato: Tanti soggetti nell’ultimo anno si sono avvicinati al ciclismo e credo non lo molleranno più. Le persone hanno voglia di ricominciare anche con gli eventi sportivi. Il timore è la crescita di tutti questi marchi che stanno esplodendo con la vendita online, che tolgono ai marchi storici una fetta di mercato importante”.

Alfonso De Antoni ha evidenziato: “Ciò che è avvenuto con il Covid ha velocizzato il tutto, ma in generale di temi come sostenibilità ambientale se ne parlava da tempo, forse l’Italia era un po’ indietro rispetto ad altri Paesi del nord Europa. La domanda del consumatore oggi è enorme e la catena produttiva e distributiva è stata presa alla sprovvista da questa accelerazione”.

Sul tema della distribuzione è intervenuto Jacob Oberrauch che ha affermato: “Io sono convinto che il nostro mercato si sta alzando su un nuovo livello. In Germania già tanti vanno in giro in bicicletta e la crescita in Italia delle piste ciclabili è un segnale positivo. Vedo un futuro radioso per questo mondo, ma bisogna essere coraggiosi investendo ora per non perdere il treno giusto. Come Sportler ci troviamo in una situazione in cui la domanda è altissima, ma con mancanze di prodotto ed è per noi a volte frustante. Sulla distribuzione abbiamo tanti piani”.

Luca Nardello ha puntato l’attenzione sulla crescita del movimento femminile nel mondo bike. “C’è stata una enorme crescita del mercato del ciclismo femminile. Alcuni dati ci dicono che la fetta del ciclismo rosa potrebbe arrivare nei prossimi anni al 35% della domanda mondiale”.

Mauro Borgini ed Elisabetta Gaspari hanno evidenziato le problematiche di prezzi e di carenze di materiali e approvvigionamenti.

Alessio Cremonese ha concluso: “L’inserimento delle eBike ha avvicinato sicuramente il pubblico femminile alla bicicletta, con tante mogli che possono seguire i propri mariti durante le pedalate. In questo modo di conseguenza anche la domanda per l’abbigliamento per la donna è aumentata. Vedo in generale un quadro estremamente positivo per il nostro mondo”.

Nel corso del webinar sono state analizzate anche prospettive di fiere e delle manifestazioni aperte al pubblico con gli interventi di Maurizio Evangelista Francesco Ferrario, organizzatori rispettivamente di Open Bike Festival e di Italian Bike Festival.

Al termine dell’evento è intervenuto anche Piero Nigrelli, direttore settore ciclo e motociclo Confindustria – ANCMA, che ha fatto una panoramica sui dati e sul ruolo svolto da ANCMA.

Nigrelli ha evidenziato: “ANCMA da 100 anni promuove e difende le aziende del settore ciclo e si occupa di elaborare dati e numeri, che rende disponibili ai media e agli organi di informazione. E’ importante secondo noi avere capacità di analisi e modelli previsionali. La situazione dei costi e dei tempi di trasporto che aumentano e che mettono in difficoltà tutta la filiera produttiva non è semplice. Anche per l’approvvigionamento di telai, componenti, cambi e ruote è molto difficile con tante linee di produzione in singhiozzo proprio per mancanza di parti. E’ molto difficile dire quando si riassesterà la situazione.

Nigrelli è intervenuto anche in merito alle piste ciclabili nel nostro Paese affermando: “Anche sulle infrastrutture ANCMA è attiva e sostiene le associazioni che sono impegnate nella realizzazione di percorsi ciclabili. Su questo tema abbiamo fatto uno studio sette anni fa sul valore delle due ruote, con un capitolo dedicato alla ciclabilità. Dalla valutazione emerse che se la rete di Bici Italia fosse stata completata il nostro Paese avrebbe iniziato a fatturare circa 3,2 miliardi di euro all’anno con il ciclo turismo e di questi 1,6 miliardi sarebbero state tasse e quindi entrate nette per lo Stato. Gli esperti dicono che per realizzare un’infrastruttura nazionale i costi si aggirerebbero intorno ai 2,5 miliardi di euro. Non esiste un’opera pubblica che in Italia si ripagherebbe in due anni. Eppure, tuttavia dopo sette anni siamo ancora qui a parlare di una rete di ciclabilità che ancora stenta ad essere realizzata. Le previsioni di crescita e i forecast sono assolutamente vere, ma per mantenere questo andamento ed evitare che tutto non sia una bolla occorrono delle infrastrutture adatte per le ciclabili, che sono opportunità enormi anche per le nostre città”.