Il portale b2b inglese Cycling Industry News, pubblica una interessante analisi sulla questione dell’aumento dei prezzi delle bici, e di come esso sia in parte imputabile ai costi dei trasporti. Gli aumenti dei prezzi dei container stanno aggiungendo costi significativi alle merci e quindi anche ai prodotti legati all’industria del ciclismo.

Le problematiche di ciò si ripercuotono sui negozianti, che sono costretti a spiegare al consumatore perchè la bicicletta tanto desiderata, non è solo bloccata in un container, ma avrà un prezzo più alto quando arriverà. Nel tentativo di comprendere gli effetti a catena del rallentamento delle esportazioni, Cycling Industry News si confronta con gli attori coinvolti.

La carenza di qualsiasi cosa sta colpendo il mercato e l’elenco dei motivi per cui le prospettive rimangono fosche si aggrava nel tempo. Alcune fabbriche in Asia sono ancora “affette dai postumi del Covid”, stessa cosa vale per i principali cantieri navali. Le materie prime aumentano di prezzo, ma non di disponibilità, il che è spiegabile con una precisa volontà politica di far aumentare i prezzi (e l’inflazione?). L’incidente del Canale di Suez è ora risolto, ma il business globale del trasporto merci si sta ancora comportando in modo anomalo sia in termini di tempi di consegna che di prezzo.

Peter Nisbet, amministratore delegato di Windwave, spiega: “Abbiamo assorbito gli aumenti dei prezzi fino a maggio, ma non siamo stati in grado di continuare a farlo poiché i margini sulle biciclette sono ridotti. Non abbiamo avuto altra scelta che aumentare i prezzi, non stiamo approfittando, stiamo solo recuperando i nostri margini. In futuro, speriamo che i prezzi dei container diminuiscano.  Nel frattempo, dobbiamo valutare se vale la pena importare alcuni prodotti”. Nisbet ci fa conoscere la realtà dell’importazione di biciclette, circa 120 biciclette possono essere caricate in un container, il costo in precedenza per caricare ogni  bicicletta e spedirla era di 8,33 sterline.  Il costo per ogni container è salito da 1.000 a 4.000 sterline per container, anziché £ 1.000, che porta il prezzo a 33,33 sterline per bicicletta spedita.

È stata la tempesta perfetta perfetta. I blocchi in tutto il mondo sono avvenuti in momenti diversi. Le fabbriche cinesi, che producono container, hanno interrotto la produzione. Molti container sparsi in tutto il mondo non sono stati svuotati. L’incaglio della Ever Given nel Canale di Suez ha causato ulteriori ritardi, ha messo fuori uso una nave e ha molti container a bordo. Questi fattori sommati significano che meno container si svuotano e lo spazio sulle navi è limitato“, aggiunge Nisbet.

La “borsa dei container” parla chiaro

Il World Container Price Index, presente sul sito di spedizione Dewry.co.uk, ha un tracker in dollari USA di container da 40 piedi. I prezzi erano aumentati costantemente fino al 2020 e c’era la speranza di un plateau intorno a marzo di quest’anno. Purtroppo c’è stato solo un brevissimo periodo di stabilità dei prezzi, l’indice si aggirava in media intorno ai $ 5.000 ma è durato molto poco. Nel momento in cui scriviamo l’indice si dirige spedito verso i 7.000 dollari. Si tratta di un aumento del 305% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Alcune rotte ad alta domanda dalla Cina all’Europa superano quella media con alcuni container da 40 piedi spediti da Shanghai che raggiungono il prezzo di $ 11.000, o oltre con il 500% di aumento in un solo anno.

I distributori più flessibili hanno vinto in termini di vendita contro gruppi che rispondono a società madri e catene di approvvigionamento meno adattabili a differenti contesti. Indipendentemente dalla struttura di un’azienda, con una domanda così improvvisa che ha presto terminato le fonti di approvvigionamento ha portato in molti a scegliere il fai da te, oppure far rientrare la produzione più vicina a casa.

Ad esempio, un colosso del ciclismo internazionale come Cycling Sports Group, aprirà presto una nuova fabbrica nei Paesi Bassi. Il country manager Nikki Hawyes ha dichiarato che gli aumenti dei prezzi sono stati per ora limitati, ma la storia non è ancora finita: “Abbiamo apportato modifiche ai nostri prezzi al dettaglio all’inizio di quest’anno per compensare l’aumento dei costi dei container, i dazi all’importazione Brexit e gli aumenti FOB, quindi al momento non è necessario apportare ulteriori modifiche. Ci sono, tuttavia, ulteriori aumenti da un certo numero di produttori di componenti, come i pneumatici. Valutiamo l’impatto e manteniamo i prezzi il più a lungo possibile. CSG preferisce non dover modificare i prezzi a metà stagione“.