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Quanto velocemente il Vietnam potrà ridurre i tempi quando le fabbriche di biciclette inizieranno a riaprire? Nell’attesa di poter tornare a pieno regime si cerca di mettere le mani avanti sui tempi di consegna, visto che anche questi sembrano essere un ulteriore collo di bottiglia per la consegna dei prodotti sugli scaffali dei negozi.

Per contrastare la variante Delta, il Vietnam è stato bloccato per decreto del governo per ben due mesi. Di conseguenza, i tempi di consegna nel settore delle biciclette stanno aumentando. Da poco il lockdown è stato ufficialmente revocato, ma il governo ha imposto condizioni rigorose con un grande impatto sulla catena di approvvigionamento.

Era dal 16 luglio che tutte le fabbriche in Vietnam erano chiuse. L’unico modo per poter lavorare era fornire vitto e alloggio ai dipendenti all’interno delle fabbriche stesse e le fabbriche produttrici di bici non rientravano in questa categoria. Alcuni produttori di componenti sono riusciti a garantire un minimo di produzione adattando gli stabilimenti, ma non si è certamente riuscito a raggiungere il volume necessario.

Ora si applicano nuove normative, ma ancora non è il tanto atteso “liberi tutti”. Potranno aprire solo le fabbriche situate nelle cosiddette zone verdi sulla mappa pubblicata dal governo, ma a seguito del rispetto di stringenti normative, per cui pare improbabile che nessuna fabbrica riapra prima del 15 ottobre.

La bike industry per fortuna è in zona verde

In tutto ciò c’è comunque una buona notizia che fa ben sperare per un recupero pronto dei volumi di magazzino per la prossima stagione. La prospera provincia di Binh Duong che dalla mappa governativa è per gran parte verde, è dove hanno sede il maggior numero di stabilimenti dell’industria della bici di proprietà soprattutto dei grossi produttori taiwanesi per produrre per i mercati europei e statunitensi. Il costruttore di telai Astro-Tech ha riferito ad esempio direttamente a Bike Europe di aver richiesto di poter aprire.

Non è ancora previsto quanto tempo impiegheranno le autorità per elaborare queste richieste. Poiché le normative prevedono la disponibilità di una stazione medica portatile entro il 15 ottobre, è molto probabile quindi che nessuna fabbrica possa ripartire prima di questa data. Il problema della consegna continua a spostarsi drasticamente in la, per lo meno nel breve termine, questo per il mercato significa un ulteriore grave aggravio dei problemi di consegna. Anche la precedente previsione secondo cui ci sarebbero voluti da uno a due mesi per aumentare la produzione a piena capacità è stata rivista. Le voci più pessimiste ipotizzano per le fabbriche un periodo da cinque a sei mesi dopo la riapertura per tornare al loro normale livello operativo. Anche le fabbriche di biciclette che producono in Vietnam sono piuttosto riluttanti a fare previsioni.

Fonte: BikeEurope