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Così vogliamo siano le località turistiche italiane. Certo, molte negli ultimi anni hanno “pedalato” nella giusta direzione. E i risultati si sono visti. Ma il potenziale è ancora notevole. È quello, peraltro, che emerge anche dallo studio che vi presentiamo alle pagine 10-11, dedicato al profilo, ai comportamenti, alle esigenze e alle aspettative dei cicloturisti italiani.

L’analisi ha messo in luce dati interessanti: il 59,6% dei soggetti ha affermato di utilizzare la bici tutto l’anno, con solo il 7,9% che la usa solo nei mesi più caldi. Il campione preso in esame pedala maggiormente con un modello city bike (circa il 30%), il 25% predilige la mtb e meno del 15% le road. Interessante che terza sul podio delle preferenze compaia la gravel. In media, i cicloamatori percorrono tappe giornaliere di circa 67 km, con quasi il 70% che percorre fra i 50 e i 70 km. Circa la metà dei cicloturisti trascorre più di sei notti in viaggio (la media è di cinque), mentre circa la metà degli intervistati ha affermato di spendere per una giornata in sella alla propria bicicletta tra i 50 e gli 80 euro.

Chi ha fatto una vacanza in bicicletta si dichiara propenso a ripeterla, con preferenza di tornare a pedalare all’estero coinvolgendo anche amici e conoscenti. In sostanza, le esperienze di viaggio dei cicloturisti italiani sono mediamente soddisfacenti, anche se nel complesso la vacanza all’estero viene percepita come più appetibile per la migliore accessibilità a un’ampia offerta di servizi dedicati alla bicicletta e al suo utilizzo e per l’impatto positivo che il cicloturismo genera sul territorio.

Cosa fare quindi per restare al passo degli altri Paesi e non perdere (o guadagnare) attrattività nei confronti dei biker italiani e stranieri? La materia prima, del resto, non manca di certo. Sulle pagine di Bikefortrade abbiamo sovente parlato delle località più virtuose, che possono costituire esempio e ispirazione anche per tutte le altre, ben sapendo che ognuna debba comunque puntare sulle proprie peculiarità e trovare il giusto posizionamento. Investendo su qualità e varietà dell’offerta, sicurezza, servizi, eventi e valorizzazione del territorio.

Come ha fatto, per esempio, un resort come Paganella, del quale parliamo nell’articolo alle pagine 14- 15-16. Nel quale da quattro anni le presenze turistiche nella stagione più “calda” sono superiori a quelle invernali (55% vs 45%). Situazione piuttosto atipica per una destinazione alpina, risultato di un percorso intrapreso insieme alle amministrazioni comunali di sviluppo del tema outdoor estivo. Nel quale la bici costituisce la punta di diamante. Del resto “il ciclista costa molto meno dello sciatore e ha pure una redditività maggiore”, sottolinea il nostro intervistato Luca D’Angelo, direttore di APT Paganella. Dove, non a caso, sono in programma il 2 e 3 ottobre gli mtb Talks: un momento di confronto b2b con altre destinazioni e addetti ai lavori per parlare di mtb, bike park, resort. Anche noi di Bikefortrade non mancheremo. Perché il lavoro di squadra, il confronto e l’ispirazione reciproca sono senz’altro un ottimo modo per promuovere a tutti i livelli la cultura della bici, oltre a uno sviluppo più sostenibile delle nostre montagne e del cicloturismo in generale.

Benedetto Sironi – Editoriale Bikefortrade n° 09/2021