Sul nuovo numero di eBikefortrade abbiamo pubblicato un nutrito report della fiera di Monaco IAA Mobility. Questa ha segnato un punto di rottura con il vecchio salone dell’auto di Francoforte, tra luci e ombre di un settore (quello dell’auto elettrica) che sembra non aver trovato ancora una direzione coerente da seguire. A questa fiera, due padiglioni erano dedicati al mondo eBike, tra i vari brand anche protagonisti di assouluto calibro, oltre alle interviste pubblicate sul numero di eBikefortrade, ecco le voci di altri protagonisti…

FAZUA

Rispondono Antonio Dalle Rive, commercial and marketing leader  (in foto) e Marco Palestini – marketing Italia. Fazua si inserisce perfettamente nella nuova tendenza che vuole le bici sempre più leggere e integrate, il loro sistema offre ingombro minimo e una pedalata “naturale”, hanno base proprio nei pressi di Monaco di Baviera,

Perchè avete scelto di partecipare a IAA?

Antonio Dalle Rive – Prima volta che si svolge a Monaco di Baviera, prima volta che si apre verso la mobilità e il ciclismo. Un concept accattivante con padiglioni fieristici “classici” e installazioni nel centro cittadino. Monaco è la nostra città natale, qui giochiamo in casa, valeva la pena prove e presentarci non solo al b2b ma anche al pubblico finale che è molto interessato alle eBike. Nei primi giorni abbiamo avuto contatti piuttosto interessanti con fornitori dell’industria del mondo automobilistico.

Marco Palestini – Il palcoscenico della IAA permette di toccare una moltitudine di consumatori che possono essere sedotti dal nostro concetto. Il consumatore potenziale di una eBike non è più solo da cercare nel settore delle bici ma sempre di più è qualcuno che può essere mosso da altre motivazioni che il semplice piacere di andare in bici. Pensiamo ad esempio al concetto di eco responsabilità personale : “come posso portare il mio contributo per migliorare la società attuale ?” , “come posso cambiare le mie abitudini in meglio per il bene di tutti?”

Il futuro delle eBike sarà ancora appannaggio della bike industry, oppure l’automotive rappresenterà presto un pericolo?

Antonio Dalle Rive  – Non lo vedo come un pericolo, dal mio punto di vista sarà interessante vedere come i due mondi lavoreranno sfruttando quelli che sono  i propri punti di forza e i punti deboli dell’altro

Quali saranno i prossimi step nell’evoluzione del prodotto eBike?

Antonio Dalle Rive –Già per molte persone l’eBike è la bici normale, a volte la loro prima bici in assoluto. Questo continuerà di sicuro. Per quei consumatori sono più importanti criteri nuovi o diversi quando si cerca una bicicletta elettrica. In particolare l’eBike non è troppo agile da guidare e maneggiare (pensa a portarla al terzo piano) così come l’estetica è spesso influenzata da motore e batteria. Less is more è il futuro, peso ed aspetto più vicini alla bici tradizionale. Senza dimenticare la connettività digitale. Questi punti guideranno l’evoluzione della nuova generazione di eBike.

Marco Palestini – Il mercato delle ebike è in forte crescita ed evoluzione, è un mercato molto competitivo dove il ruolo del produttore del sistema motorizzato è forse il più importante. Fazua possiamo dire che ha creato un nuovo segmento nel mercato delle eBike : quello delle elettriche leggere con una sensazione naturale di spinta, cosa che fino a qualche anno fa era inesistente. Fazua crede molto in questa realtà e pensa che sempre più persone saranno sedotte da questo concetto. Noi rimaniamo fedeli ad esso e vediamo un futuro fatto di sistemi sempre più compatti, integrati e leggeri e se la tecnologia lo permette (e lo sarà di sicuro) anche con più autonomia.

Come è cambiata la visione e la mission di Fazua negli ultimi due anni?

Marco Palestini – Il Covid ha fatto maturare la coscienza di un pubblico molto vasto che prima non pensava minimamente al possibile utilizzo di una eBike stravolgendo le priorità di questo pubblico. La mobilità elettrica è di colpo diventata una di queste priorità. La missione dell’azienda è diventata quindi anche quella di rispondere a questo pubblico ed alle sue aspettative. Non solo in termini di prodotto ma anche e soprattutto in termini di comunicazione e di far capire cosa c’è dietro a un prodotto, il perchè (il famoso “why?”) l’azienda concepisce un tale prodotto. È qui che si gioca spesso la scelta da parte del cliente : di identificarsi nello stesso concetto, nello stesso “why?”.

Quali sono i problemi più grossi che deve superare l’industria per una diffusione capillare della mobilità elettrica?

Marco Palestini – Quello di collaborare al meglio con la politica e le varie amministrazioni pubbliche, non serve avere delle buone idee e un buon prodotto, serve anche che concretamente le persone lo possano usare nella vita di tutti i giorni in sicurezza. Pensiamo quindi a tutto quello che riguarda l’organizzazione del trasporto urbano, la creazioni di spazi dedicati a questo tipo di mobilità.

STROMER

Marco Schneider, head of marketing & communication ci parla del mondo delle S-Pedelec, di cui Stromer è leader indiscusso e pioniere. Le difficoltà nell’evoluzione di questo mezzo è soprattutto di carattere legislativo, e in Stromer ne sono ben consapevoli.

Perchè avete scelto di partecipare a IAA?

L’IAA ha apportato un vero e proprio cambio di rotta rispetto al precedente format del salone. Per questo siamo rimasti molto entusiasti del concetto di questa fiera, anche se c’è un enorme potenziale di ottimizzazione.

Il futuro delle eBike sarà ancora appannaggio della bike industry, oppure l’automotive rappresenterà presto un pericolo?

L’industria automobilistica ha cercato e provato per anni a sviluppare biciclette per comunicare anche il proprio know-how di progettazione/sviluppo. Recentemente portano anche i loro concetti nell’ambito cargo ed eBike. Tuttavia, nessun marchio automobilistico lo ha ancora implementato un programma completo e non mi aspetto che cambi nulla a breve.

Quali saranno i prossimi step nell’evoluzione del prodotto eBike?

La tendenza va sempre più verso la bici leggera, integrata, connessa. I motori stanno diventando più piccoli e più efficienti. Sfortunatamente, non esiste ancora un’alternativa “di massa” alle celle della batteria e l’ottimizzazione è possibile solo con le nuove tecnologie.

Come è cambiata la visione e la mission di Fazua negli ultimi due anni?

La missione della nostra azienda rimane la stessa. Vogliamo sviluppare le migliori pedelec veloci e ispirare le persone a usarle ogni giorno. Ciò che è cambiato con il boom delle biciclette è la sfida dell’approvvigionamento. A lungo termine, l’industria delle biciclette si concentrerà sempre più sulla produzione in Europa per evitare dipendenze dai capricci del far east. La consulenza/distribuzione online diventerà più importante, ma ciò non sarà possibile senza il coinvolgimento dei rivenditori. Ma dobbiamo anche essere realistici: la tendenza della bici non continuerà a svilupparsi con questa dinamica per sempre.

Quali sono i problemi più grossi che deve superare l’industria per una diffusione capillare della mobilità elettrica?

A breve termine, la sfida consiste nel reperire abbastanza parti/componenti per assemblare le biciclette. In particolare nel settore delle pedelec veloci, siamo ancora molto frenati dalle normative specifiche del paese. I programmi di supporto come quelli in Belgio/Olanda sono ottimi esempi in Europa per l’intera industria della bicicletta. Inoltre, c’è un’eccellente infrastruttura per le biciclette. Molti paesi europei devono ancora imparare molto.