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Anche la parte finale di quest’anno pare confermare le medesime tendenze e dinamiche per la bike industry. In alcuni casi perfino rafforzandole. Partiamo con gli investimenti. Continuano infatti le grandi manovre di mercato. Eclatante in questo senso l’acquisizione per 700 milioni di euro di Dorel Sport (Cannondale, GT e altri marchi) da parte del gruppo Pon (già proprietario tra gli altri di Focus, Santa Cruz, Cervélo…), che diventa così la più grande realtà nel settore al mondo, con portafogli bici di ogni tipo. La nuova holding sarà così in grado di sviluppare un fatturato nell’ordine dei 2,5 miliardi di euro.

La sensazione crescente, del resto, è che il bike boom del 2020 non sia stato un fuoco di paglia. Molte altre aziende hanno costruito o costruiranno le basi economiche e strutturali per un futuro di ulteriore crescita e consolidamento. Altro recente esempio: gli investimenti milionari dell’azienda italiana Vittoria per un nuovo stabilimento in Tailandia. Sul binomio Italia-ciclismo internazionale doveroso citare anche la “conquista” del Tour de France, con Santini nuovo partner ufficiale per cinque anni. Nonché le eclatanti vittorie dei nostri atleti nel corso dell’anno (le medaglie olimpiche, la grande vittoria di Colbrelli alla Roubaix e il mondiale su pista dello strepitoso quartetto Ganna, Milan, Bertazzo e Consonni).

I numeri, peraltro, confermano l’Italia tra i protagonisti di questa fase. Ne abbiamo la riprova dall’analisi dei dati che presentiamo alle pagine 12-13. Delineano un mercato che ha visto un +20% complessivo dal 2018 a oggi, con ben 2.900 imprese dell’indotto che generano un volume d’affari di 9 miliardi di euro. Se anche la prospettiva a lungo termine pare sorridere al nostro mercato, la situazione attuale e a medio termine presenta inside e problematiche da non sottovalutare. Grandi e piccole “rogne” che sarebbe stato meglio evitare ma che bisognerà gestire al meglio ancora per un po’. Come quella degli ormai noti ritardi di produzione, legati alla mancanza di componenti o alle recenti chiusure legate alla pandemia. Emblematico il caso del Vietnam (di cui parliamo alle pagine 16-17) con un lockdown protrattosi per due mesi e allentato solo il 15 ottobre.

Ad aggravare la situazione anche i costi di logistica e movimentazione merci, aumentati a dismisura, addirittura 10 volte tanto o più. Pare che il costo per il trasporto di una singola bici abbia oramai superato le 50 euro. Inevitabile che anche questo si rifletta sul costo finale. Mancanza di prodotto e aumento dei prezzi possono minare in parte la crescita. Con conseguenze negative anche sul canale della distribuzione. A confermarcelo è il protagonista del focus shop di questo mese, Rossignoli di Milano: storico negozio del centro che ha deciso di affiggere perfino una comunicazione fuori dal punto vendita per spiegare “perchè le bici sono in ritardo”.

Che queste problematiche servano ad ammortizzare un minimo il bike boom e a non farlo diventare una temuta “bolla”? In attesa di una risposta è bene ragionare sul futuro e continuare a promuovere la cultura della bici sotto tutti i punti di vista. Specialmente nelle città. Lodevole a questo proposito il progetto Ciclopolis, promosso dalla rete milanese di Assobici. Ispirandosi a modelli di eccellenza come quello di Copenaghen, secondo vari parametri la città più ciclabile del mondo. Certo, Milano è ancora molto distante. Ma i segnali positivi non mancano (tra gli ultimi, l’apertura nella metropolitana di Cordusio di un parcheggio per le bici).

Dalla città alla montagna il passo, anzi la pedalata, è breve. Perché anche la mtb continua a generare interesse a più livelli. Emblematica l’iniziativa promossa da Paganella Bike Park, alla quale abbiamo avuto il piacere di partecipare. Si tratta degli MTB Talks, panel di discussione per confrontarsi sullo stato dell’arte dei bike park in Europa, in cui sono state analizzate strategie e prospettive di crescita, tenendo conto dell’impatto che i park hanno sulla flora e la fauna locale. Così come il Bike Festival di Riva del Garda è ripartito nell’inedita data di ottobre, rimettendo prepotentemente al centro dell’attenzione il settore offroad. E richiamando, oltre alla consueta utenza straniera, un gran numero di italiani, ancor più delle passate edizioni. Altro segno concreto della vitalità del ciclismo tricolore.

Benedetto Sironi – Editoriale Bikefortrade n° 10/2021