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All’inizio di questo nuovo anno, come da tradizione, torna uno dei contenuti più attesi da tutti i nostri lettori: stiamo parlando dell’esclusiva “Carica dei 101”. Con altrettante interviste a una selezione dei più importanti negozi italiani. Sul piatto, come sempre, tanti temi “caldi” e interessanti. Oltre alle amate (e temute) classifiche dei marchi più venduti. Nelle pagine seguenti troverete le prime 48 schede dedicate ai retailer, mentre sul prossimo numero pubblicheremo la seconda puntata dell’inchiesta.

In attesa di stilare un bilancio complessivo, emergono già in modo molto limpido alcuni elementi emblematici e illuminanti. Innanzitutto il dato che riguarda le vendite. Con risultati differenti e contrastanti rispetto a quelli inequivocabili che avevamo riscontrato nella stessa inchiesta realizzata a fine 2020. Un anno che si era rivelato davvero sorprendente sotto vari punti di vista: prima grande paura e incertezza dovute allo scoppio della pandemia, con lockdown e chiusure generalizzate che non avevano risparmiato nessun settore, bike industry compresa. Poi il grande rimbalzo del mercato, con un poderoso aumento in generale per tutto il settore, in particolare nelle vendite di bici (oltre 2 milioni di unità, +17% rispetto al 2019, delle quali 280mila eBike, in crescita del 44%).

In attesa di verificare quali saranno i dati ufficiali di vendita relativi al 2021, possiamo già trarre alcune conclusioni proprio grazie alle nostre inchieste, nonché ai quotidiani colloqui con gli operatori del settore, siano essi aziende, agenti, retailer o altri addetti ai lavori. Pare emergere una sostanziale stabilità del mercato. Che sarebbe comunque una gran notizia considerando le ormai note problematiche di produzione e consegna, in qualche modo comuni alla quasi totalità dei marchi. Tuttavia il mercato appare caratterizzato da profonde differenze. Ci sono negozi che dichiarano un’ulteriore crescita di fatturato a due cifre. Altri che lamentano, al contrario, sensibili cali rispetto ai fasti del 2020.

Di tutto questo troviamo una perfetta rispondenza guardando le icone a corredo delle interviste. Come di consueto, abbiamo abbinato un determinato “umore” a ognuno dei negozi interpellati. Risultato di questa prima parte dell’inchiesta: metà dealer si dichiarano contenti e in crescita. Contro un 40% “triste” e in calo e un 10% di indifferenti (sintomo di sostanziale stabilità). Come interpretare questi dati contrastanti? Senz’altro la domanda del prodotto bici è rimasta elevata, anche se logicamente meno forte del 2020 (quando, è bene ricordarlo, il bonus bici aveva spinto ancor più le vendite). Ma a questa non è quasi mai corrisposta una reazione sufficiente da parte del mercato. Esso è stato profondamente influenzato da un forte accumulo di ritardi nelle consegne, da uno sregolato aumenti nei costi di trasporto, oltre che da una vera e propria mancanza di prodotti (dalle bici alla componentistica). Tema che si riproporrà ancora per tutto il 2022, unito a un generale rincaro dei listini.

È bene sottolineare, tuttavia, come non abbia troppo senso paragonare il 2021 con un anno decisamente unico e anomalo (nel bene e nel male) come il 2020. Anche secondo molti negozianti gli ultimi 12 mesi sono stati caratterizzati da un mercato influenzato dai vari incentivi, dalla voglia di fare attività all’aria aperta e dalla necessità di distanziamento sociale. Il riscontro vero andrebbe fatto con il periodo pre-pandemia. Può quindi capitare che un calo del 70% avvenuto nel 2021 riveli comunque un saldo positivo se raffrontato al 2019. Tra gli altri elementi interessanti, da segnalare un rinnovato appealing per l’abbigliamento, oltre che una conferma della crescita di segmenti come gravel e eBike. Novità e conferme per un mondo che, al pari di tanti altri settori e della società in generale, pedalerà probabilmente con meno vigore ma più consapevolezza verso un’auspicabile “nuova normalità”.