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Bozza automatica 345

Dalla collaborazione fra Trackting, pmi innovativa specializzata in IoT per la mobilità, e Oli eBike Systems, nasce il primo motore connesso e aperto.

Una rivoluzione per il mercato delle due ruote elettriche, che le due aziende hanno scelto di presentare a Eurobike. Grazie alla tecnologia di Trackting, le nuove drive units Oli si trasformano in piattaforme aperte che permettono ai produttori di eBike di realizzare la propria app e offrire servizi a valore aggiunto in base al business di riferimento e alla propria tipologia di clienti.

“Possiamo paragonare questa rivoluzione a quanto accaduto nella telefonia, con l’avvento dei primi smartphone e delle app, che qualsiasi brand poteva sviluppare per offrire all’utente i propri servizi”, ha spiegato Claudio Carnevali, ceo di Trackting. “Questo, anche nel settore della micromobilità elettrica, si traduce in un’incredibile opportunità per tutti: dal produttore, che può ottenere dati preziosi sulle effettive esigenze del mercato, al cliente finale, che vive un’esperienza di prodotto (e di marca) arricchita da servizi e funzionalità smart”.

“A differenza di tutti gli altri player del settore, che propongono i loro servizi ‘a scatola chiusa’, noi siamo voluti andare controcorrente, aprendoci al mercato: è questa oggi la vera chiave per un vantaggio competitivo solido e duraturo. Un brand che sviluppi con noi la propria App, per far interagire l’eBike con l’utente, può stabilire con lui un legame profondo basato sull’esperienza, necessariamente arricchita, del prodotto/servizio”, ha sottolineato Matteo Illari, general manager di Oli eBike Systems.

In linea con la logica di piattaforma, Trackting consente al motore di connettersi al cloud per far comunicare l’eBike con il suo proprietario. A ciò si aggiunge la possibilità di integrare anche la funzione antifurto GPS con tracciamento in tempo reale e chiamata telefonica di allarme, grazie a una tecnologia che ha già portato l’azienda a una posizione di leadership nel mercato italiano delle due ruote.

“La nostra pregressa esperienza nel campo dell’open source ci ha fatto capire che se l’utilizzatore finale ha a disposizione un sistema aperto, lo utilizzerà in modi che probabilmente non erano stati nemmeno immaginati dal produttore, ma che al tempo stesso offrono utilissimi spunti per cogliere nuove opportunità di business. É ciò che vogliamo accada anche a chi adotta la nostra tecnologia, come Oli ha scelto di fare con le proprie drive units”, ha evidenziato ancora Carnevali.