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A volte ci sono storie che nascono dalla rivincita su pregiudizi e stereotipi, e sono storie di successo. E quella di Merida è una di quelle. Tutto inizia nel 1970 quando Ike Tseng, un giovane uomo d’affari di Taipei, si trova in viaggio per gli Stati Uniti e, entrando in un negozio di biciclette, trova un cartello con un messaggio chiaro e quanto mai lapidario: “Non si riparano bici fabbricate a Taiwan”.

La ragione la spiega lo stesso titolare del punto vendita, adducendo alla scarsa qualità delle bici provenienti da questo Paese. Superato lo sgomento per quella frase, Tseng rientra in patria con la chiara intenzione di sfatare questo pregiudizio e un paio di anni più tardi inaugura a Yuanlin Merida Industry Co. Ltd, l’azienda che sarebbe poi diventata uno dei principali produttori al mondo di biciclette.

Il nome scelto non è casuale, infatti Merida rappresenta una semplice forma costruttiva delle tre sillabe “Me-Ri-Da” che nella lingua di Taiwan esprimono l’obiettivo dell’azienda di realizzare esclusivamente prodotti di alta qualità, per consentire a chiunque di raggiungere la propria destinazione nel modo più piacevole possibile.

Da terzista a protagonista del mercato

“Ma perché produrre solo per altri, quando potrei stare sul mercato con un mio personale brand?”. Si deve essere chiesto Ike Tseng, e così, 16 anni dopo la fondazione della prima fabbrica, l’imprenditore taiwanese lancia sul mercato il marchio indipendente Merida.

Negli anni l’azienda è cresciuta anche grazie a un binomio efficace: mentre la produzione viene sempre più concentrata a Taiwan, dove è possibile avere un controllo costante delle diverse fasi, lo sviluppo di nuove soluzioni nasce da un investimento in un laboratorio di proprietà in Germania dedicato alla ricerca e sviluppo tra i più innovativi del comparto. I due gruppi di lavoro si muovono in sinergia: nelle diverse fasi di progettazione di una bici, per un designer o un ingegnere a Stoccarda c’è sempre una controparte a Taiwan che valuta l’implementazione delle proposte nel ciclo produttivo.

Per festeggiare l’importante traguardo la sede italiana dell’azienda ha messo a punto una limited edition del modello Scultura da strada: una grafica esclusiva del telaio per solo 60 unità di questo particolare modello destinate ad altrettanti appassionati.

“Un traguardo importante quello dei cinquant’anni di vita che vogliamo festeggiare con la ‘rielaborazione’ grafica del nostro modello iconico così da offrire a 60 appassionati italiani una versione Scultura numerata come solo le opere d’arte devono esserlo”, ha commentato Gianluca Bonanomi, sales manager di Merida Italy.