In questo articolo si parla di:

Presentiamo qui di seguito due brand internazionali che ancora non sono entrati nel mercato italiano, ma che avrebbero tutti i contenuti per avere successo nei negozi specializzati della penisola. Uno spunto per gli addetti ai lavori sempre a caccia di novità

BIMAS BIKE

Uno degli specialisti olandesi della mobilità ubana. Da quelle parti sanno come si coccolano i commuter e la gamma Bimas si avvale di un design “100% Dutch”. A catalogo hanno tutte le tipologie di bici per muoversi agilmente nei contesti urbani, dalle city e transporter tradizionali, fino alle eBike cargo. Inoltre, il rapporto qualità prezzo è davvero interessante anche per il mercato nostrano e considerando il design ricercato e i componenti di qualità utilizzati per montare le bici Bimas. Tra i modelli più interessanti abbiamo la Transporter, che ben si adatta, anche per immagine ai contesti metropolitani. Senza giungere ad acquistare una cargo, con questa bici si possono trasportare in tutta sicurezza piccoli e medi carichi e mantenere comunque l’agilità propria delle due ruote e il tutto a un prezzo molto contenuto. I modelli cargo sono altrettanto interessanti, sono due e si distinguono per la componentistica. La configurazione è quella del “triciclo”, con una ruota posteriore e due anteriori, quindi facile e sicura da condurre anche per le persone meno esperte alla guida e si avvalgono di motore Bafang e trasmissione Shimano Nexus.


BIMAS ECARGO 3.3 PREMIUM
Freni a disco idraulici e motore Bafang per un prodotto dall’allestimento premium che punta su affidabilità e sicurezza di marcia in ogni condizione meteo.

bimasbikes.nl


URBAN ARROW

Restiamo nei Paesi Bassi con un nome che ha attraversato le frontiere del nord Europa grazie ai suoi prodotti per nulla scontati e dal design accattivante. In patria ha dato il via a una vera e propria rivoluzione dei trasporti, diventando sinonimo di cargo bike di qualità. Non è raro trovare nelle maggiori città nordeuropee i genitori che portano i figli a scuola utilizzando proprio questi mezzi che sono diventati una sorta di status simbol per le giovani famiglie. Secondo il brand olandese: “Più di 75.000 biciclette Urban Arrow sono utilizzate in tutto il mondo, in oltre 26 Paesi e hanno creato una vera e propria comunità. Negli ultimi dieci anni abbiamo spinto le bici da carico elettriche da una nicchia propria dei Paesi Bassi a un segmento sempre più considerato all’interno del mercato europeo. Tante persone e aziende stanno passando alle bici da carico elettriche per le loro esigenze di trasporto all’interno della città. Le cargobike incarnano uno stile di vita, la decisione consapevole di scegliere la bici al posto dell’automobile”. Le cargo di Urban Arrow sono disponibili in numerose configurazioni, per singoli, famiglie e per il business. Inoltre, si possono scegliere anche vari modelli di motori Bosch al movimento centrale. È disponibile una vasta gamma di accessori, ad esempio, le biciclette Family e Shorty possono essere entrambe trasformate per adattarsi a casi d’uso completamente diversi e nuovi. Si possono installare seggiolini extra per bambini, scegliere uno dei vari teli antipioggia per renderla adatta ad affrontare l’inverno o i climi più ostici, o scegliere per cassoni con serrature per una maggiore sicurezza. Il team di designer di Urban Arrow è sempre attivo e lavora costantemente su nuovi accessori per completare ulteriormente l’esperienza di ogni cliente e inoltre è sempre aperto a recepire i suggerimenti della community.


URBAN ARROW FAMILY
Il telaio leggero, la pedalata assistita elettrica e il cambio continuo delle marce garantiscono un’esperienza di guida piacevole per rider e passeggeri, grazie anche ai molti optional come le coperture antipioggia.

urbanarrow.com


Se interessati alla distribuzione oppure a collaborare sul mercato italiano con uno dei brand presentati, basterà contattare la nostra redazione all’indirizzo mail: redazione@bikefortrade.it e saremo in grado di mettervi direttamente in contatto con il più adatto tra i rappresentanti dell’azienda in questione.

di Gabriele Vazzola