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L’ultimo numero dell’anno è sempre un buon momento per un bilancio finale. Come è emerso dai tanti contenuti e approfondimenti che vi abbiamo presentato negli scorsi mesi, anche nelle prossime pagine troviamo ulteriori testimonianze di come il 2023 per l’industria del ciclo non sia stato un anno semplice: la situazione economica generale (le guerre, l’inflazione e le scelte delle banche centrali) ha creato grande incertezza e paura nei consumatori. Oltre a questo la bike industry ha dovuto affrontare problemi specifici come l’overstock di prodotto e una domanda non paragonabile a quella degli anni precedenti. Questi elementi hanno creato ovviamente grandi pressioni finanziarie sia nelle aziende sia nei negozi. Secondo le previsioni anche i primi mesi del 2024 saranno complicati, con l’auspicio che la situazione possa tornare a una graduale normalizzazione dal secondo semestre.

Una previsione e allo stesso tempo una speranza condivisa da molti operatori. L’abbiamo riportata in vari articoli dedicati a negozi e brand. Così come parlando con centinaia di addetti ai lavori nel corso dei principali eventi 2023 come il Bike Festival di Riva del Garda, Eurobike a Francoforte, IBF di Misano e infine Eicma a Milano. Proprio di quest’ultimo appuntamento vi proponiamo il nostro reportage su questo numero di Bikefortrade. Del resto, quella che oggi è considerata per lo più come “la fiera delle moto”, ha in realtà avuto sempre un rapporto stretto con le bici fin dal nome, acronimo di “Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori”. Non sempre tale connubio è stato ben definito, soprattutto negli ultimi anni. In questa che è stata un’edizione dei record, il mondo del ciclo sembrava un po’ messo in disparte, ma solo a prima vista. Girando tra i padiglioni, infatti, ci si poteva accorgere che tra gli enormi stand dei grandi costruttori di moto facevano capolino non poche proposte bike, le quali sembrano anche aver suscitato un certo interesse. In questo senso è giusto ribadire che per il nostro settore la fiera di Rho è un’occasione unica per ottenere un ritorno in termini di visibilità e brand placement verso un pubblico molto allargato e trasversale, comunque potenzialmente interessato anche ad altre tipologie di due ruote.

A proposito di visibilità: torna in grande stile il Fansometro, vero e proprio marchio di fabbrica del nostro gruppo editoriale, con cui la redazione analizza i brand più performanti a livello social. Del resto sappiamo quanto oggi i social media abbiano un grande impatto nel settore sport. I fan preferiscono entrare in contatto con le persone reali più che con i brand, ecco perché questi ultimi tendono maggiormente a veicolare la loro comunicazione tramite ambassador, atleti e influencer. Dalla pandemia a un mondo in ripresa, sempre più utenti si sono rivolti a piattaforme come Instagram e TikTok, per potersi confrontare con un linguaggio più confidenziale e per discutere dei loro argomenti sportivi preferiti. Fatta questa premessa e analizzando le due piattaforme Instagram e Facebook, vediamo come la classifica cambi, sebbene nella top 30 i marchi siano più o meno gli stessi anche se in posizioni diverse.

Chiudiamo… dall’inizio. Ossia dalla nostra foto di copertina. Raffigura Vittoria Bussi, pistard romana che ha scritto una pagina di storia del ciclismo femminile. I 50,267 km del record dell’ora registrato lo scorso 13 ottobre sono solo una parte della storia di Vittoria. Quando è scesa dalla sua bici, dopo 60 minuti interminabili ma bellissimi, non ha raggiunto solo un obiettivo numerico, per quanto storico e iconico, ma ha coronato due anni di studi, innovazioni e ricerche. Protagonista di un percorso indipendente, unico e fuori dagli schemi, come vi raccontiamo nell’esclusiva intervista che le abbiamo dedicato. Ecco, nei suoi auspici e tentativi di ripartenza, la bike industry dovrebbe prendere spunto dalla forza e dalla storia di Vittoria. Testardaggine, creatività, fatica e applicazione. Tutte doti indispensabili per ogni atleta e in particolare per chi deve recuperare terreno. Quindi in questo momento tocca fare un po’ tutti come Bussi in perfetta posizione “aero”: testa bassa… e pedalare.

Benedetto Sironi

benedetto.sironi@mag-net.it