In questo articolo si parla di:

Ad ospitare la seconda tappa di BE OFF Cycling Meeting Hub, il roadshow itinerante dedicato al mondo bike, è stato il Vittoria Park, a Brembate (BG), dove nel pomeriggio di giovedì 14 marzo 2024 si sono susseguiti gli interventi, moderati dal Presidente dell’Osservatorio Bikeconomy Gianluca Santilli, di Stijn Vriends (Vittoria Group), Alessandro Basso (Stardue), Raffaele Crippa (Gazelle), Simone Maltagliati (Merida), Simone Curti (Yamaha), Giovanni Carraro (Abus) e Claudia Ausano (Responsabile ufficio sviluppo sostenibile Camera di Commercio Milano – Monza Brianza Lodi).

Obiettivo della giornata di lavori l’individuazione di opportunità di crescita e sviluppo del mercato, con un’attenzione particolare al segmento italiano, del quale, nel corso dell’incontro, sono state dibattute le molte sfide che attualmente, e con uno sguardo al futuro, la filiera si trova ad affrontare. Al centro dei diversi tavoli anche le strategie che dovrebbero essere intraprese per restituire il giusto valore alla bicicletta.

Ad aprire l’evento è stato proprio il ceo di Vittoria Group, Stijn Vriends: «L’esperienza targata BE OFF è espressione che, all’interno dell’industria della bicicletta italiana, c’è tanta voglia di collaborare per andare avanti con spirito propositivo e costruttivo. Certamente c’è molto da fare su diversi ambiti: bisogna intervenire a livello infrastrutturale, formativo e culturale. La classe politica deve comprendere che non basta incentivare la bici, ma che è necessario disincentivare l’utilizzo delle auto riducendo i parcheggi, aumentando i costi per l’uso e il mantenimento dei veicoli, come altri paesi europei hanno già fatto. Si guarda a un modello impopolare, certo, ma senza questo la bici non può vincere. Il cambiamento è possibile, ma richiede uno sforzo collettivo. Andare in bici fa bene alla salute, oltre a ridurre nettamente i costi di spostamento casa-lavoro se confrontati con quelli dei veicoli a motore. Ma la bici crea anche libertà di spese per altre attività, riduce i costi sulla salute per lo Stato e aumenta lo sviluppo della filiera ciclistica, oltre ovviamente a contribuire a un ambiente più pulito e migliore. Ultimo ma non ultimo, la bici lega le persone: è un’attività all’aperto, riduce lo stress nel traffico, fa star bene sia chi pedala sia chi è al volante e si ritrova sempre meno auto per strada, e poi stimola le persone a praticare attività sportive. La bici fa bene, quindi, e un cambiamento è possibile. Avanti tutta tutti assieme, allora».

Protagonisti del panel dedicato al ruolo della filiera sono stati Alessandro Basso (CEO Stardue), Simone Maltagliati (Marketing Director Merida) e Raffaele Crippa (Country Manager Gazelle), che hanno convenuto sull’importante leva che BE OFF può rappresentare per «andare avanti, con un secondo incontro che ha visto i diversi brand attorno a dei tavoli tematici confrontarsi su criticità e cercare soluzioni, facendo squadra tra aziende con l’obiettivo di portare proposte concrete alla politica e alle istituzioni. Un passo importante». Ma se si parla di filiera non si può non considerare il ruolo cruciale che riveste il dealer all’interno di un comparto quale la Bike Economy che, come affermato da Santilli nel corso dell’incontro «vale centinaia di miliardi, ma purtroppo sono ancora pochi gli operatori che conoscono tutti gli ingranaggi del sistema. E ne ho avuto conferma anche oggi, ecco perché BE OFF è un evento importante e da portare avanti».

Il secondo panel ha visto al centro l’innovazione, con protagonisti Simone Curti (Yamaha e-bike coordinator), Giovanni Carraro (Sales Director Abus). Entrambi i relatori hanno convenuto su quanto «tecnologia ed innovazione siano importanti e fondamentali ad oggi per distinguersi e competere sul mercato. Quello della bicicletta è un mondo velocissimo, ha delle esigenze di prodotto avanzatissime e nei prossimi anni certamente si potranno ̶ lato e-bike e sicurezza ̶ offrire delle soluzioni sempre più avanzate e che guardano alla mobilità urbana», anche se «in Italia ancora il mercato sicurezza non è molto compreso, contrariamente ad altri paesi europei», lamenta Carraro.

Ma innovazione comprende anche formazione, nuove specializzazioni e quindi nuovi talenti. Su questo tema è intervenuta Claudia Ausano (responsabile ufficio sviluppo sostenibile Camera di Commercio Milano – Monza Brianza Lodi), illustrando quanto la Camera di Commercio stia investendo e credendo nella bike economy per lo sviluppo del territorio: «Crediamo sia una filiera molto ampia e un driver di sviluppo importante. Siamo partiti dal mappare i bisogni della filiera. I possibili posti di lavoro che potranno essere generati entro il 2030 sono oltre 1 milione. La filiera è ampia e diversificata: assieme a piccoli artigiani ritroviamo grandi marchi come quelli oggi qui presenti e come Camera abbiamo voluto farli dialogare e mettere assieme. Uno dei bisogni fondamentali era, però, trovare una soluzione alla carenza di personale specializzato, criticità alla quale abbiamo risposto dando vita a Bike Factory: nel 2023 abbiamo avuto 500 candidature formando 80 profili. Mancava un canale di recruiting, e abbiamo aperto uno sportello per far incrociare domanda e offerta del settore. L’altro grande bisogno era di generare innovazione e abbiamo lanciato una call for solutions “Innovazioni in volata” e stiamo ponendo le basi per un Osservatorio della bike economy. La visione che come Camera abbiamo da qui al 2026 è di trasformare una filiera frammentata e decentralizzata in un sistema».

be-off.it