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La seconda (e ultima) puntata della nostra esclusiva inchiesta “La Carica dei 101”, dedicata alle dettagliate interviste ad altrettanti negozi specializzati, ha di fatto confermato il bilancio negativo che ci si attendeva dall’annata 2023. Certificato anche dai dati ufficiali comunicati da Ancma in occasione della prima giornata degli Emoving Days, evento organizzato proprio dal nostro gruppo dal 22 al 24 marzo a Milano, del quale vi parleremo ampiamente sul prossimo numero. Anche perché è stato un grandissimo successo sotto tutti i punti di vista. Tornando ai “freddi” numeri, come dicevamo il mercato italiano archivia l’anno con un perentorio -23% rispetto al 2022, con un totale di poco più di 1,3 milioni di bici vendute rispetto alle oltre 1,7 dell’anno precedente. Con un calo anche per le eBike del -19% (273 mila rispetto a 337 mila).

Pure di tutti gli altri dettagli e considerazioni su queste statistiche (per certi versi anche guardando il bicchiere mezzo pieno, considerando alcuni parametri e rapportando il tutto alla situazione pre- Covid) vi parleremo il prossimo mese. Così come della bella iniziativa di Ancma lanciata con la campagna di comunicazione a favore dell’utilizzo della bici “Ora pedala”. Tornando alla nostra inchiesta, dalle parole dei negozianti risultano chiare alcune problematiche che si possono facilmente riassumere nella dicotomia tra la presenza di prodotto in eccesso e la contrazione del mercato. Ciò che è successo è abbastanza chiaro ed è un riflesso diretto degli anni di “vacche grasse” del bike boom, quando, alcuni già se lo sono dimenticato, c’era una domanda che superava di gran lunga l’offerta, in un periodo in cui sembrava che tutta Italia volesse andare in bici. Ora non è più così, ma piangersi addosso non serve a nulla. Occorre semmai domandarsi su cosa puntare maggiormente in attesa che le vendite tornino a un livello quanto meno normale. E una delle risposte è nei prodotti “a contorno” oltre che nei servizi. Anche perché, al di là di tutto, in molti effettivamente la bici se la sono comperata negli anni scorsi e la usano. Ciò significa, per chi è stato in grado di mantenere un rapporto con la clientela, più lavoro per l’officina, più parco circolante e più ciclisti.

Inoltre, alcuni fanno notare che questo 2023, parso tanto disastroso, fa registrare in alcuni casi o aree geografiche numeri comunque superiori a quelli del 2019, anche se in termini assoluti come abbiamo visto non è così. Altra nota positiva che abbiamo accolto ascoltando i negozianti è stata un’attenzione sempre maggiore alle bici urban e trekking (eBike e non), che nel nord Europa sono le categorie più vendute. In parte dipende anche dal luogo in cui si vive, ma sono molte le città italiane a misura d’uomo, dove la bici può essere sostituita alla seconda auto, come ci dimostra anche l’analisi a pagina 10 del Focus2R sulla mobilità urbana, in cui appare che sempre più persone scelgono la bici e lo sharing per muoversi in città.

Tra le note più negative c’è stato sicuramente un aumento dei prezzi talvolta davvero eccessivo che, sempre secondo alcuni dealer, ha un po’ irritato la clientela. Provocando magari una rinuncia dell’acquisto, per di più in un periodo nel quale il potere d’acquisto medio è diminuito. E di conseguenza una politica di sconti talvolta un po’ troppo aggressiva da parte di alcune aziende per dare una scossa agli ordinativi e svuotare i magazzini dai modelli più vecchi. Una situazione poco simpatica, che ha creato un certo malcontento, ma forse un atto dovuto per cercare di salvare il salvabile. Forse, col senno di poi, ci si poteva aspettare tutto e si potevano attuare politiche un po’ più lungimiranti, perché senza stabilità di mercato si fatica anche a introdurre in maniera coerente e costruttiva concetti ancora poco recepiti dall’industria del ciclo. Parliamo ad esempio della Corporate Social Responsability, di cui proviamo ad analizzarne luci e ombre nell’articolo a pagina 14.

Ora siamo in attesa della definizione di nuovi incentivi, che rischiano però di essere una nuova bolla che darà sì un po’ di respiro, ma rischierà di creare un nuovo moto di azione e contrazione. Mentre la cosa migliore sarebbe forse ricercare strategie che possano garantire una crescita più organica come per esempio una riduzione dell’Iva, come già avviene in altri Paesi. Non possiamo che rimboccarci le maniche e affrontare la prossima stagione che oramai è alle porte, proprio come stanno facendo gli atleti in tutto il mondo che in questi giorni stanno tornando alle competizioni. Già alcune grandi classiche sono archiviate e siamo tutti in attesa della partenza di un nuovo, avvincente Giro d’Italia. Proprio alla kermesse rosa abbiamo voluto dedicare la nostra copertina e un articolo nelle prossime pagine nel quale emerge un evento dalla doppia anima: da un lato con un carattere più nazional popolare, dall’altro con una caratura sempre più internazionale che lo trasforma in una vetrina completa per comunicare a una platea tra le più ampie e trasversali. Contribuendo a diffondere in un numero crescente di persone l’amore e la passione per la bicicletta, riportando anche quest’anno sulle nostre strade grandi nomi e un rinnovato entusiasmo. Quello che serve alla bike industry per riprendere la scia e ripartire con il ritmo giusto nei prossimi mesi.


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it