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Alessandro de Bartolini, insieme a Montura, ha percorso in bicicletta 7.500 chilometri in 75 giorni: da Ulan Bator, in Mongolia, a Kathmandu, in Nepal

a cura della redazione

“Mongolia, Cina, Tibet e Nepal sono infinitamente grandi. L’Asia è infinitamente grande. Quando la percorri da solo in bicicletta sei una formica magrolina con una tenda e un sacco a pelo”

Inizia con queste parole il libro “Like a skinny ant” scritto dal cicloviaggiatore e ricercatore Alessandro de Bertolini per raccontare con Montura Editing un viaggio straordinario, compiuto lo scorso anno: 7.500 km in 75 giorni per collegare Ulan Bator, capitale della Mongolia, a Kathmandu, capitale del Nepal, attraverso Cina e Tibet, campo base dell’Everest. Una traversata complessa da organizzare e gestire, per le enormi difficoltà burocratiche, decisamente impegnativa sul piano fisico ed emotivo, ma che aveva alla base due finalità. La prima di solidarietà: collegare i due principali progetti sostenuti da Montura, vale a dire la Ger Camp ideata dal professor David Bellatalla insieme con Need You e Croce Rossa per ospitare ragazze madri con figli disabili; e la scuola ideata dall’alpinista e naturalista Fausto De Stefani, che offre percorso formativo a circa mille giovani nepalesi. La seconda finalità era quella scientifica. Con il patrocinio del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, de Bertolini ha portato attraverso l’Asia un piccolo apparecchio sviluppato dagli scienziati italiani per monitorare alcuni parametri atmosferici. Il superamento dei numerosi ostacoli formali che hanno tenuto in sospeso questo viaggio per alcuni anni è stato possibile anche grazie alla collaborazione delle Ambasciate d’Italia in Mongolia e in Cina e al sostegno di alcune aziende ed enti di ricerca italiani, tra i quali il Centro Studi Martino Martini dell’Università di Trento.

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De Bertolini ha viaggiato fuori dalle rotte più comuni, incontrando varia umanità, paesaggi indimenticabili, dalle vaste praterie al deserto del Gobi, dalle rive del fiume Giallo al celebre monastero di Rongbuk, in Tibet, in prossimità del campo base nord dell’Everest ben oltre i 5.000 metri. Per giungere infine alle fertili campagne nepalesi e alla caotica capitale.

“Like a skinny ant” è un racconto di 96 pagine, testi scritti con il cuore e immagini scattate con discreta maestria da un cicloviaggiatore con lunga esperienza. Con Montura e Montura Editing de Bertolini aveva già attraversato il Nordamerica, dando alle stampe “It’s my home for three months”, proposto anche sugli schermi e diversi altri viaggi in luoghi affascinanti delle Alpi e del pianeta. Sempre con lo scopo di raccogliere fondi, tramite i libri e le conferenze, per i progetti di solidarietà, in pieno “spirito Montura”.

Presentato in occasione di “Montagnalibri” al Trento Filmfestival, il libro sarà prossimamente visualizzabile e scaricabile online dal sito Montura e, nella sua versione cartacea, potrà essere richiesto nei Montura Store, sempre a fronte di una donazione “libera e responsabile” a favore dei progetti citati. I volumi sostenuti da Montura o pubblicati direttamente con il marchio editoriale “Montura Editing” hanno superato ormai quota 100. E oltre 200 mila sono le copie distribuite in meno di vent’anni. Un traguardo unico e invidiabile per un’azienda di abbigliamento, che ha contribuito a consolidare la sua reputazione.

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Emergenza climatica in mostra al Forte di Bard

Completato con la pubblicazione del prestigioso volume “Monte Bianco” il percorso quadriennale de “L’Adieu de glaciers”, il tema del clima è ancora al centro dell’attenzione al Forte di Bard. La mostra “Non c’è più tempo” promossa da Forte di Bard e Agence France-Presse (AFP), allestita nelle sale dell’Opera Mortai della fortezza dal 29 marzo al 21 luglio 2024, è un progetto espositivo inedito, curato da Pierre Fernandez, che non vuole limitarsi a presentare un’istantanea sulle diverse emergenze climatiche mondiali ma a promuovere una vera e propria azione di sensibilizzazione su tematiche non più rinviabili e che coinvolgono tutti, con un focus che analizza e documenta per la prima volta il fenomeno dei migranti climatici. Le oltre 80 immagini selezionate dagli archivi AFP sono suddivise in quattro tematiche, una per elemento, integrate da una sezione video che racconta come l’emergenza climatica influisca sempre maggiormente sui flussi migratori odierni, supportata da cifre fornite dal Global Report on Internal Displacement 2023 e dal Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana.

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info: fortedibard.it