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Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio Netcomm, School of Management del Politecnico di Milano, presentata in occasione della 19esima edizione di Netcomm Forum, quest’anno intitolata “The Intelligence Commerce: Composable & Fluid, la continua ri-configurazione del Retail e delle filiere. Retail: dai Metaversi allo Space Commerce”, nel 2024 il valore degli acquisti online da parte degli italiani crescerà del +6%, raggiungendo i 38,6 miliardi di euro.

“Se il mercato dell’e-commerce B2C in Italia continua a registrare una crescita costante, così come il numero di acquirenti digitali nel nostro Paese, che oggi sono 33,7 milioni, in questa edizione di Netcomm Forum ci siamo chiesti anche a che punto sono le aziende italiane e quante sono le realtà che hanno un proprio sito e-commerce. Ad oggi, sono 88.000, la maggior parte delle quali (18,6%) si trova in Lombardia, in Lazio (12,1%) e in Campania (12%). Abbiamo osservato, inoltre, che il 24,5% delle aziende che ha un proprio sito e-commerce registra un grado di internazionalizzazione alto e medio alto contro il 9,7% delle altre registrato a livello nazionale. È evidente, però, che l’internazionalizzazione sia una leva di sviluppo su cui occorre lavorare ancora molto: quasi il 63% delle aziende italiane che ha un proprio sito e-commerce ha ancora un grado di internazionalizzazione basso o medio-basso, e la percentuale sale a oltre l’82% per le aziende italiane”, afferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm.

Secondo l’ultima edizione del Delivery Index, la ricerca annuale di Netcomm in collaborazione con Poste Italiane, sono 186 milioni i pacchi di acquisti online spediti nel primo trimestre del 2024, in aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. In prima linea gli acquisti in ambito Fashion & Sport (23,3%), seguiti da Informatica ed Elettronica (18,4%) e Health & Beauty (17,6%).

La quota media dei resi sul totale delle spedizioni nel primo trimestre del 2024 è pari al 5,9%. Con valori massimi per i settori del Fashion (11,3%) e dell’Informatica ed Elettronica (7,9%); e minimi per l’Editoria (3,1%) e l’Health & Beauty (2,0%).

Netcomm: il valore di un sito e-commerce

Secondo l’Osservatorio Netcomm in collaborazione con Cribis, ad oggi in Italia le aziende che hanno un proprio sito e-commerce sono 88.000: aziende dai 6 ai 10 anni di vita (33%), dagli 11 ai 25 anni (30%).

Solo il 2,5% delle aziende con meno di 2 anni di storia hanno il sito e-commerce, e il 3% con oltre 50 anni di vita. In termini di distribuzione geografica, la maggior parte delle aziende (18,6%) con un proprio sito e-commerce si trova in Lombardia, seguita dal Lazio (12,1%) e Campania (12%).

Quasi l’80% delle aziende analizzate ha almeno un social network. Facebook è quello più diffuso (90,8%), seguito da Instagram (76,2%), YouTube (21,1%), Linkedin (18,1%) e Twitter (17,3%).

Il 78,8% delle aziende con un proprio sito e-commerce offre più di un metodo di pagamento: il 20,8% ha 2 metodi di pagamento, il 28% ne ha 3 e il 30% ne ha 4 o più.

 Il percorso verso l’acquisto

Netcomm ha inoltre analizzato, attraverso la ricerca Netcomm NetRetail, il percorso verso l’acquisto online di prodotti e servizi.

Gli elementi che più influenzano l’acquisto online sono i motori di ricerca per il 55,9% degli italiani. Il sito o l’app del brand per il 50,4% degli italiani; le recensioni dei prodotti per il 48,2% e i siti o le app che vendono questo tipo di prodotto per il 43,3%. Un ruolo secondario, ma comunque di rilievo, è mantenuto dai social per il 31,7% degli italiani; delle notifiche push per il 30,5% e dai punti vendita per il 24,9%.

Oltre un terzo delle decisioni di acquisto offline 38,9% sono influenzate da touchpoint digitali. In particolare gli acquirenti di prodotti come smartphone (95,5%), di elettronica (76,5%), elettrodomestici (76%), attrezzatura sportiva (69,6%), food delivery (60%), contenuti fisici (59,7%), arredamento e casalinghi (55%) e giocattoli (53,3%) ad avere consultato almeno un canale digitale prima di compiere l’acquisto in negozio.

L’influenza vale anche dall’offline verso l’online: il negozio fisico, infatti, orienta un quarto degli acquisti online (25%). La visita in un punto vendita è particolarmente rilevante nell’influenzare gli acquisti online di elettrodomestici (53,6%); arredamento e casalinghi (44,4%); calzature (43,5%); food delivery (42,6%), attrezzatura sportiva (41,9%).

La maggior parte degli acquisti online (92%) viene saldata al momento dell’ordine, mentre solo nell’8% dei casi il pagamento avviene alla consegna o al ritiro, oppure nel momento di utilizzo del servizio. Continua a diminuire l’utilizzo del contante, che ad oggi viene utilizzato solo dal 2,1% degli italiani per acquistare online.