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bormio gravel

La bici da ghiaia ha rivoluzionato il mondo della bike. Telaio leggero che monta due tipologie di ruote: grasse per sterrato, strette per strada. Un connubio che riassume bene l’anima del Parco Nazionale dello Stelvio

a cura della redazione

Il gravel è una piacevole opportunità che si è fatta largo nel mondo del cicloturismo in questi ultimi anni. Il vantaggio esclusivo risiede nel duplice impiego che si può ottenere con un solo telaio. Ruote grasse per affrontare sterrati e strade bianche, copertoni più stretti per il classico utilizzo su quelle normali. Bormio ha la peculiarità di avere nelle valli circostanti diversi percorsi carrabili che si prestano perfettamente all’utilizzo di queste bici. Sono le antiche “strade del sale e del vino”, quelle che un tempo collegavano la Magnifica Terra con il nord Europa. La salita ai Laghi di Cancano è una di queste. La sterrata larga e perfettamente pianeggiante che li circonda permette di utilizzare bici gravel anche senza troppo allenamento sulle gambe. Inoltre, i Laghi di Cancano sono il punto strategico da dove poi partono tutte le strade di alta montagna. Da Cancano è infatti possibile arrivare al Passo Stelvio, a Livigno e fino in Svizzera, passando per valichi alpini, zone di alpeggio e baite tipiche dell’alta montagna. Possiamo definirlo “gravel alpino”. Proprio perché alpino, è importante ricordarsi di avere rapporti adeguati e abbigliamento consono. Di fatto, sarà necessario superare pendenze spesso in doppia cifra ed essere preparati a un clima di alta quota che cambia rapidamente.

TRA LE ALPI SVIZZERE E IL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO

Laghi di Cancano – Alpe del Gallo – Val Mora

Punto di partenza: Torri di Fraele nel Parco Nazionale dello Stelvio

Per raggiungere le Torri di Fraele bisogna percorrere la salita che porta ai Laghi di Cancano. Raggiunta la loc. Premadio – Valdidentro si inizia a salire lungo la strada asfaltata percorribile sia in bicicletta che in automobile (in questo caso la strada è soggetta a pedaggio da pagare lungo le colonnine poste lungo il percorso).

bormio gravel

Descrizione

Dopo aver ammirato il paesaggio e i tornanti che hanno visto protagonista la Corsa Rosa del 2020, si prosegue verso i Laghi di Cancano e si percorre il lato sinistro (sia del primo che del secondo lago). Questi bacini artificiali, realizzati tra l’inizio e la metà del ‘900, costituiscono un’importante fonte di energia rinnovabile per il nord Italia e durante l’estate sono interdetti al traffico delle automobili. Giunti all’area attrezzata al termine del secondo lago in località Passo di Fraele, si prosegue seguendo le indicazioni verso Pra Grata e poi Alpe del Gallo lasciando sulla sinistra la coda finale del Lago di Livigno. La strada da qui inizia a salire con dei tornanti stretti e mediamente impegnativi fino a raggiungere l’alpeggio ormai abbandonato.

Qui è bene prestare molta attenzione ai punti in single track dove potrebbe essere necessario portare la bicicletta a mano per brevi tratti. Giunti in territorio elvetico si percorrerà ancora per poco un sentiero stretto per poi raggiungere una strada forestale sterrata che porta sino al Passo del Forno – Boffalora.

Mantenendo la direzione S. Maria, senza raggiungerla, si percorrerà anche qui una strada forestale attraverso piccoli paesi delle Alpi svizzere. Prima della loc. Valchiana, si prenderà a destra lo svincolo che porta verso la Val Mora. Un paesaggio incontaminato gremito di pascoli e alpeggi che riporterà verso il confine italiano. Una volta abbandonata la strada principale per fare ritorno verso i Laghi di Cancano, sarà necessario percorrere un single track di 3 km sino al passo di Val Mora in cui va prestata particolare attenzione. Giunti in Italia si torna verso i Laghi di Cancano percorrendo al ritorno il lato opposto a quello già percorso all’ andata.

Si consiglia di tenere gli occhi alti verso il cielo: non è raro avvistare aquile o gipeti in questa zona.

Difficoltà

Si tratta di un percorso di medio-alta difficoltà con un paio di tratti (prima dell’Alpe del Gallo e l’ultimo tratto prima di arrivare in Italia dalla Val Mora) con tratti in single track. Va prestata molta attenzione e in alcuni casi potrebbe essere necessario portare a mano la bicicletta per brevi tratti.

Consigliamo di portarsi una merenda valtellinese a base di pane di segale con bresaola e formaggio casera.

bormio.eu – 0342 903300 – info@bormio.eu