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Questo titolo che richiama, con una piccola ma per noi significativa aggiunta, una delle più belle canzoni di Battisti, ci pareva ideale per introdurre, nell’ordine: uno dei focus di questo numero; una delle tendenze più significative e in crescita degli ultimi anni per il settore della bicicletta italiana (e globale); una delle chiavi possibili per “scardinare” quest’aura di pessimismo e negatività che da un po’ di mesi pervade il mercato se guardiamo ai “freddi” ma, ahinoi, irrinunciabili numeri di vendita di aziende e negozi. Parliamo ovviamente del cicloturismo. In uno scenario in cui la domanda turistica è sempre più caratterizzata dal desiderio di vivere esperienze a forte impatto emotivo, questa attività si caratterizza come uno dei segmenti a forte trend di crescita, nell’ambito più ampio della vacanza attiva. Un trend che è stato confermato anche nel 2023, come dimostrano i dati pubblicati nella quarta edizione del Rapporto “Viaggiare con la bici” che analizziamo e commentiamo su questo numero di Bikefortrade.

Quello che nel 2019 era un fenomeno dirompente ed emergente, oggi ha trovato una sua propria dimensione e rappresenta un punto di forza dell’offerta turistica del nostro Paese, innescando un circuito virtuoso tra una domanda sempre più attenta, caratterizzata da interessi trasversali, e un’offerta di servizi che vanno via via specializzandosi. Una tendenza positiva che trova riscontro anche nei dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio che restituisce la stima di oltre 56 milioni di presenze cicloturistiche nel 2023, il 6,7% di quelle turistiche complessive registrate nel nostro Paese. L’elemento interessante è la crescita del 4% rispetto ai 54 milioni del 2019, anno che ha rappresentato il picco nell’ultimo decennio. Inoltre, l’impatto economico diretto stimabile è stato di oltre 5,5 miliardi di euro nel 2023, in crescita del 35% sul 2022 e del 19% sul 2019 (4,6 miliardi).

I dati permettono anche di definire il profilo della domanda: il cicloturista in Italia è, in prevalenza, un Millennial (47%), con un livello di istruzione medio-alto, svolge una professione (86%) e dichiara un reddito medio (52%) o addirittura medio-alto (24%), il che lo rende un target economicamente molto appetibile per i territori. Percentuali che riguardano in maniera similare sia gli italiani che gli stranieri. Elemento da tenere in considerazione è che il cicloturista in Italia viaggia quasi sempre in compagnia: del proprio partner (41%), della famiglia (26,7%) o degli amici (17%). Chi viaggia nel Belpaese “su due ruote” mostra una propensione alla trasversalità di interessi e motivazioni più accentuata rispetto al semplice turista. Il ciclo viaggiatore è interessato al patrimonio artistico-monumentale (37,1%) e a quello naturalistico (36,4%), spesso in un unico contesto ambientale godibile attraverso strategici percorsi ciclabili.

Come detto, i dati di cui sopra sono certamente incoraggianti e fanno ben sperare per una sempre maggior diffusione nell’utilizzo della bici legata al viaggio e alle esperienze. Ma certo non possono farci dimenticare le altre questioni che attanagliano il settore e soprattutto sulle possibili soluzioni da adottare. Di questo abbiamo parlato con le aziende nella nostra inchiesta “in risposta” a quella dove abbiamo coinvolto i negozianti (la celebre Carica dei 101) pubblicata sugli scorsi numeri. Ne emerge un quadro sincero nel quale non si negano certo le difficoltà, le sensibili flessioni di fatturato e una perdurante situazione di over-stock generale. Ma altrettanto lucidamente molti esponenti della bike industry sottolineano che non si tratti di un calo in termini di domanda o di praticanti. I quali anzi sono probabilmente anche in crescita, seppure manchi ancora molto da fare per aumentare l’utenza e la cultura delle due ruote a pedali. Anche nella nostra classe dirigente e nelle pubbliche amministrazioni, troppo spesso davvero “su un altro pianeta” da questo punto di vista.

Addirittura si fa notare come, svolgendo un’analisi sui volumi di ricerca nei canali online nei primi mesi del 2024, la domanda sia salita di oltre un 20% rispetto allo stesso periodo del 2023 (che era stato tutto sommato positivo ed era peggiorato notevolmente soprattutto nel secondo semestre). Altre considerazioni importanti e condivisibili riguardano la necessità di innalzare la percezione e la reale qualità dei prodotti, investendo in modo costante e corretto nell’innovazione, nella ricerca e nello sviluppo. Oltre che nella comunicazione e nel valore emozionale ed esperienziale della bicicletta. Che, se ci pensiamo, è davvero speciale se non unico rispetto a tante altre attività sportive e non solo.


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it