Navigare sui social media è come affrontare un percorso accidentato in montagna: pieno di opportunità mozzafiato, ma anche di sfide impegnative. Le aziende della bike industry che vi si approcciano si trovano di fronte a una doppia sfida: sfruttare al meglio le opportunità offerte da questi canali di comunicazione e superare gli ostacoli che richiedono creatività e competenza. Come scalatori esperti, devono bilanciare abilmente la ricerca di nuove vie e l’adattamento alle condizioni mutevoli del terreno. Tuttavia, spesso tendono a restare ancorati a vecchi schemi di relazioni e passaparola, trascurando le enormi potenzialità offerte dal digital. È essenziale comprendere che per capitalizzare appieno l’engagement sui social media non basta soltanto investire tempo e risorse, ma è fondamentale dedicare un budget specifico per acquisire nuovi clienti e mantenere quelli attuali. In questo articolo esploreremo come le imprese del settore possono cavalcare l’onda dell’engagement sui social media, e sfidare le convenzioni obsolete che potrebbero limitare il loro successo.

La consapevolezza è la chiave

Valutare il proprio livello di consapevolezza sull’uso efficace dei social è cruciale per definire una strategia di engagement che funzioni. Oggi assistiamo a una varietà di approcci: imprenditori ancora statici nell’utilizzo dei canali di comunicazione, chi comprende le potenzialità ma non riesce a sfruttarle in toto e pochissimi che adottano un utilizzo strategico di queste piattaforme. Questo va oltre la mera comprensione del settore e riguarda piuttosto la capacità di sfruttare attivamente gli strumenti digitali. Di fatto, il loro vero potenziale risiede nell’integrazione dinamica delle piattaforme nell’attività aziendale, utilizzandole come canali di comunicazione interattivi per raggiungere e coinvolgere il pubblico di riferimento. La strategia sui social media si deve concentrare su tre tipi di contenuti: raccontare la storia e i valori del brand, presentare in modo creativo prodotti e offerte speciali tramite promozioni, e comunicare con la community incentivando l’interazione tra i clienti. Bisogna fornire valore aggiunto con uno scambio di contenuti utili protratto nel tempo, perché “the content is king” e necessita di un costante coinvolgimento. Questo aspetto è un punto cruciale della strategia di engagement sui social media ed è essenziale enfatizzare un vero scambio di suggerimenti che siano utili e pertinenti per il pubblico. Questo non dovrebbe avvenire in modo sporadico, ma in modo continuativo, mantenendo un flusso di informazioni rilevanti che vada a nutrire il rapporto con i follower. Nell’impegno attivo: coinvolgere i follower sui social media è fondamentale per mantenere viva l’interazione con il pubblico e rafforzare il legame con il brand. Questo va oltre la semplice pubblicazione di post o foto ma invogliando in primis la partecipazione diretta alla conversazione. Rispondere ai commenti, porre domande per stimolare la discussione e incoraggiare la condivisione dei contenuti sono azioni essenziali. Tuttavia, questa attività richiede tempo e risorse dedicate. È come una priorità aziendale, poiché il coinvolgimento attivo dei follower richiede un impegno continuo e una gestione puntuale delle relazioni. Nel contesto attuale, i messaggi sui social media sono integrati in campagne mirate che puntano a specifici obiettivi aziendali come vendite, assistenza e post-vendita.

Monitorare le performance

È cruciale monitorare attentamente le performance di queste campagne e adattarle di conseguenza. Solo così si può ottimizzare l’impatto e garantire un engagement efficace con il pubblico. Il monitoraggio costante consente di identificare ciò che funziona e ciò che non funziona, mentre l’adattamento rapido permette di rispondere prontamente alle mutevoli esigenze del mercato, alla stagionalità e ai feedback dei clienti. In definitiva, questa pratica consente alle aziende di mantenere un vantaggio competitivo e massimizzare i risultati delle proprie iniziative sui social media. Sostanzialmente, è come avere un negozio sempre aperto! In sintesi, sebbene l’automazione possa semplificare alcune funzioni, la creatività e l’esperienza di un esperto all’interno del bike store rimangono insostituibili nel contesto dei social media. Questa competenza consente di creare contenuti autentici e pertinenti, adattare le strategie alle mutevoli condizioni di mercato e mantenere un’interazione autentica con il pubblico. La presenza e l’attività costante su queste piattaforme possono fare la differenza tra il successo e il fallimento nel mercato, consentendo alle aziende di stabilire connessioni significative con i clienti, generare vendite e costruire una solida brand reputation di marca alla luce di scenari futuri non facili da gestire.

 

di Riccardo Penna

 

RICCARDO PENNA è un executive business e sport coach nato a Torino nel 1957. Ha una lunga esperienza nel settore delle vendite e del marketing, avendo lavorato come responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA. Ha svolto diversi ruoli e funzioni in molte aziende, offrendo consulenza e supporto a imprenditori e manager. Il suo obiettivo è aiutare i suoi clienti a superare gli ostacoli che impediscono la vendita efficace dei loro prodotti o servizi, fornendo metodi e processi con una formazione innovativa: Mindfulsell. me. È anche docente in diversi master, per varie discipline legate al lavoro di squadra. Come atleta-manager partecipa a gare di triathlon e rally. Ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui “Performance Sportiva-Performance di vendita”, in cui applica le tecniche di preparazione degli atleti olimpici alla vendita.