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gonso

Quella di Gonso è la storia rivoluzionaria dell’azienda che ha ideato i primi fondelli sintetici, una novità assoluta per gli Anni ’70. Oggi il brand è entrato sul mercato italiano per riaffermare il suo nome. E vestire il ciclista rilassato, che della bici ama anche la pausa caffè

di Benedetta Bruni

Incastonata tra le colline e la campagna del sud della Germania si trova Onstmettingen, una città apparentemente come tante altre, in realtà culla di una delle innovazioni più importanti degli Anni ’70 e del ciclismo in generale. È infatti questo contesto tranquillo e rilassato che nel 1926 dà i natali a Gonso, laboratorio di sartoria fondato da Johannes Gonser che 50 anni dopo, sotto l’egida del nipote Hans, si converte in fabbrica di abbigliamento da ciclismo specializzata nell’indumento forse più importante di tutti: i pantaloncini. Fu Hans infatti a intuire la scomodità dell’imbottitura in cuoio, tipica del tempo, e realizzare i primi con fondello cucito e, successivamente, con pad sintetico, aprendo a una concezione completamente nuova di comfort e utilizzo della bici. Più gradevole, rilassato, esperienziale. Oggi Gonso, distribuito in Italia da Schwan-Stabilo Outdoor, sta attraversando un periodo di rebranding incentrato proprio su questo modo di andare in biciletta. Una rivisitazione della “Dolce Vita” italiana, che non guarda al cronometro ma strizza l’occhio alla pausa caffè o alla tappa al ristorante. E senza cambiarsi d’abito: l’abbigliamento da ciclismo del marchio è infatti anche molto casual, adatto a tutte le situazioni e tutti i tipi di ciclista, che può scegliere addirittura tra 50 taglie. Perché il piacere di andare comodamente in bici deve essere accessibile e alla portata di tutti. Ne abbiamo parlato con Andrea Spilotro, account sales manager Italy.

L’intervista

Andrea Spilotro
account sales manager Italy

Quando nasce il brand e su quali premesse?
Gonso nasce in Germania all’inizio degli Anni ’20, in una sartoria di Onstmettingen, per la precisione nella regione dove venivano tradizionalmente prodotte le mutande per i tedeschi. L’azienda ha però cambiato rotta dopo che è stata presa in mano da Hans Gonser, il nipote del fondatore Johannes Gonser. Di fatto, Hans iniziò a usare la bici dopo che il suo medico gli consigliò di svolgere attività fisica, e ben presto si rese conto della scomodità dei pantaloni usati all’epoca. Da cui il colpo di genio: realizzare i primi fondelli sintetici, senza imbottitura in cuoio. Da lì parte la lunga storia dell’azienda nella lavorazione di questo articolo, arrivando a realizzare prodotti di alto livello, tanto che dall’inizio erano le squadre professionistiche a cercare sponsorizzazioni da Gonso. Purtroppo, però, essendo una realtà molto legata al proprio territorio, quando c’è stato il boom di produzione a livello internazionale è stata tagliata fuori dal mercato per via dei costi non sostenibili, e altri brand hanno preso il sopravvento.

La vostra storia comincia quasi 100 anni fa. Come siete riusciti a mantenere la vostra identità in tutto questo tempo?
Gonso ha voluto guardare meno all’estetica per concentrarsi fino in fondo sulla qualità del prodotto e la sua vestibilità, e così è rimasto fedele alla sua identità originaria. A testimonianza di questo, la gamma propone tutte le taglie, dalla S alla 6XL. Questo perché crediamo che tutti debbano avere la possibilità di andare in bici. È un approccio diverso rispetto ad altre aziende che si indirizzano prevalentemente alla performance. Gonso invece vuole rendere accessibile a tutti la qualità dei propri prodotti, sia dal punto di vista della vestibilità che del prezzo.

Accessibilità, vestibilità e prezzo quindi sono i punti di forza della linea. Quali sono gli altri vantaggi dell’abbigliamento Gonso?
Trovo che nessun brand di abbigliamento regga il rapporto qualità-prezzo di Gonso, ed è lo stesso motivo per il quale ci stiamo mobiliando a far conoscere il marchio alle persone: siamo convinti che, una volta provati questi articoli, è impossibile dire che non sono validi. Inoltre, si tratta di una gamma completa divisa in tre categorie: road, trail e adventure. È un tipo di abbigliamento pensato per la persona che si vuole godere la bici, si sente a suo agio nei propri pantaloni e non ha problemi a fermarsi per una pausa – per un caffè, al ristorante – vestita da biker. E senza preoccuparsi della performance o di avere i classici dolori da pedalata.

Cosa mi sai dire del grado di ricercatezza e qualità dei vostri prodotti?
Il responsabile delle vendite è un ex ciclista professionista. È stato nella nazionale tedesca e sa cosa vuol dire indossare un paio di pantaloni che possano aiutarlo a pedalare meglio. Oltre a questo, lavoriamo tantissimo sul fitting, trattando ogni singolo componente dal cartamodello del pantalone. Questa è un’esperienza che Gonso porta avanti insieme ai team di Maier Sports, un altro brand distribuito da Schwan-Stabilo Outdoor. Anche loro hanno come punto di forza il taglio dei pantaloni, e perciò sanno bene che a ogni misura corrisponde una corporatura diversa, che non cresce in modo proporzionale alla taglia. Per questo è fondamentale non lavorare semplicemente allargando o stringendo i pantaloni, ma trattando appunto ogni componente per dare alle forme del corpo il giusto spazio. Ciò viene realizzato inizialmente a computer o con dei modelli nella sala prototipi, lì poi vengono sviluppate le forme per le varie taglie.

Come siete arrivati, poi, alla vostra attuale offerta?
I prodotti, oltre alle tre categorie road, trail e adventure, hanno una peculiarità che è l’imbottitura. Fondamentalmente vengono prodotte due linee di pad. Una di questa si chiama Sitivo, nella quale è possibile inserire tre fondelli diversi all’interno di ogni pantalone. È poi il negoziante che propone quello più adatto al ciclista in base al tipo di uscite che è solito fare. Queste imbottiture sono pensate per tre posture diverse sulla bicicletta: dal cicloescursionista, che rimarrà seduto col busto dritto, a chi non vuole fare gare ma non disdegna la velocità, fino al corsaiolo proiettato sul manubrio. Per ottenere la resa migliore, è sufficiente cambiare il tipo di imbottitura e spessore e la posizione del Poron, una schiuma italiana di altissima qualità. L’altra linea top di gamma di Gonso è quella che nasce in collaborazione con SQLab, azienda tedesca specializzata sull’ergonomia che produce sellini e manubri da laboratorio.

Ci sono stati dei passaggi chiave che vi hanno portato al livello attuale?
È stato per lo più un processo che ha richiesto del tempo, durante il quale Gonso ha man mano affinato il suo spirito e ha capito che voleva creare un pantalone adatto ai diversi tipi di ciclista. Lo sviluppo di questo prodotto è stato fatto partendo dalle necessità del mercato e degli utilizzatori, tendendo in considerazione anche chi esce in bici per piacere e non per preparare delle gare. È a loro che il brand si indirizza: Gonso vuole dare ciò di cui si ha bisogno nel contesto in cui ci si vuole sentire bene.

Dove risiede la parte di sostenibilità all’interno del vostro processo produttivo e nella realizzazione dei vostri prodotti?
Le sedi di produzione sono due, una in Turchia e una in Cina. La prima è di proprietà, mentre quella in Asia è una joint-venture che lavora praticamente solo per Gonso. Questo significa massimo controllo sulle condizioni di lavoro. Di fatto, il marchio fa parte della Fair Wear Foundation: ancora prima che l’ambiente, l’azienda guarda alle persone. Poi, gran parte della collezione è realizzata con prodotti riciclati, come vecchie reti da pesca da cui vengono prodotti nuovi filati che poi compongono i capi di abbigliamento finiti. Si lavora anche dal punto di vista delle spedizioni e degli imballaggi, tutti PFC-free. Oltre ovviamente a garantire il massimo sforzo di utilizzare quanti più prodotti riciclati possibili.

gonso

Foto d’archivio Anni ’20

In cosa consiste il riposizionamento che avete in atto per il 2025?
Verrà riproposto un nuovo logo e per i commercianti nuove etichettature al fine di esaltare la qualità dei prodotti e allineare le collezioni ai tempi attuali. Da un logo e nomi datati c’è stata quindi una rivisitazione dell’immagine, delle linee e dei colori per rispondere alle esigenze di mercato. Per andare incontro ai gusti della clientela, pur mantenendo l’anima Gonso, ovvero estrema qualità senza scendere a compromessi.

Cosa significa per voi essere entrati ufficialmente nel mercato italiano?
Noi crediamo tanto nei nostri prodotti. Non sarà facile farci posto perché il mercato è pieno di marchi italiani con una lunga storia, ma i nostri articoli hanno un rapporto qualità-prezzo incredibile. Il popolo dei ciclisti sta aumentando e si popola sempre di più, soprattutto di chi ha voglia di prendere la bici per godersi l’aria aperta e non solo per preparare una granfondo. È a loro che ci rivolgiamo, a quelle persone che hanno bisogno di un pantalone da bicicletta in quanto indumento essenziale. A loro vogliamo portare un prodotto di altissima qualità, dal bel design e dal prezzo giusto.

A proposito, come siete arrivati al sodalizio con Schwan-Stabilo Outdoor?
È nato perché il gruppo ha acquisito Maier Sports che ha poi acquisito Gonso. Anche Maier produce pantaloni e il loro punto di forza è il fitting. Questo mix di competenze, materiali, escursionismo e ciclismo si è fuso in due marchi completamente diversi ma che respirano la stessa aria dentro lo stesso edificio, e dunque si scambiano conoscenze per creare i migliori prodotti possibili.

Come vedete il vostro futuro in Italia?
All’inizio adotteremo un approccio più b2b dove cercheremo di crearci spazio a partire dalla distribuzione. Ci piacerebbe riuscire a fornire qualche team di ciclisti o dei gruppi che si ritrovano nel fine settimana come primo target da raggiungere. E poi inizieremo con la presenza a qualche evento per farci conoscere al grande pubblico e far capire che in Italia c’è anche Gonso.

Schwan Stabilo Outdoor Italia srl – GONSO – Zona Produttiva Vurza 43, 39055 Laives (BZ)

• Stefano Finazzi, general manager, responsabile amministrativo e key accounts – M: stefano.finazzi@schwan-outdoor.com – T: +39 333 6091319
• Andrea Spilotro, sales account manager Italia – M: andrea.spilotro@gonso.de – T: +39 342 1709961
• Katia Falezza, marketing manager Italia – M: katia.falezza@schwan-outdoor.com – T: +39 340 8302352