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Dopo più di due anni di lavori, Bianchi inaugura la sua nuova casa. Un moderno impianto, anzi, il più moderno. Una tra le poche “Industrie 5.0”. Presentato dal patron Salvatore Grimaldi anche il nuovo ceo Marco Gentili


di Gabriele Vazzola

La nuova casa di Bianchi non poteva che essere “Celeste”. Questo anche per riallacciarsi a un heritage da cui la casa lombarda è sembrata un po’ discostarsi nel suo recente passato. Forse si è pensato alla ricerca dei numeri, delle mode, dei trend del momento, determinando quello che è sembrato un certo allontanamento da un percorso ultracentenario di continuità e tradizione. Mantenere la rotta forse avrebbe potuto esprimere meglio l’autorevolezza che l’eredità e il patrimonio della casa lombarda è in grado di esprimere. Di recente le cose sembrano essere cambiate, e dalle parti di Treviglio si respira una nuova aria. L’ottimismo è dato da una serie di novità, a partire dall’inaugurazione in pompa magna della rinnovata sede, che apre i battenti in via ufficiale dopo due anni di intenso lavoro, fino alla nomina del nuovo ceo.

INDUSTRIA 5.0: QUANDO AL CENTRO C’È LA PERSONA
Non si è trattato solo di un make up, ma di un vero e proprio cambiamento che ha investito l’edificio e il suo aspetto, ma anche quello che è il cuore pulsante di un’azienda manifatturiera, ovvero le linee produttive. Le bici vengono qui assemblate secondo i concetti di Industria 5.0, e la sede di Bianchi è uno tra i primi impianti in Italia di questo tipo. Ma cosa significa? Si parla di un modello di impresa caratterizzato dalla cooperazione uomo-macchina, con l’obbiettivo di dare un valore aggiunto alla produzione. Vuol dire che i processi hanno al centro l’uomo e la sua interazione con le linee di produzione, puntando tutto sull’ergonomia migliorata e sul benessere della persona. Grande è anche la capacità produttiva prevista in fase di progetto. Secondo quanto comunicato durante l’inaugurazione, avrebbe un potenziale fino a 500 bici a turno che, distribuito su due da otto ore ciascuno, darebbe la possibilità a Bianchi di produrre direttamente presso la propria sede ben 1.000 pezzi al giorno. Numeri parecchio ambiziosi, che esplicitano anche tutto l’ottimismo che si è respirato durante l’opening della nuova sede. E che rendono Bianchi pronta ad affrontare le sfide del mercato presente e futuro.

Il progetto ha previsto anche una rivisitazione ergonomica delle postazioni di lavoro, uno studio delle fasi di produzione con ausilio di tecnologie avanzate e, non ultimo, la creazione di un’Academy interna per la formazione continua del personale. Questo fattore risulta particolarmente importante per garantire un turnover nelle varie postazioni di ogni singolo operaio, al fine di prepararlo a lavorare su differenti prodotti e processi. Un approccio di questo tipo è in grado di ridurre anche il rischio di alienazione proprio delle catene di montaggio. La capacità di 500 biciclette per turno è stata pensata secondo logiche di funzionamento e processi di produttività innovativi, sviluppati internamente da Bianchi. Ciascuna posizione della linea è stata completamente digitalizzata, eliminando tutte le fasi di movimentazione del materiale a favore di una maggiore efficienza.

TUTTI I COMFORT DELLA NUOVA CASA DI BIANCHI
La nuova fabbrica è stata progettata dallo Studio Domus di Seriate (BG) e completata in 24 mesi. È stata pensata secondo i più avanzati criteri di sostenibilità, grazie anche all’impiego di soluzioni innovative e all’avanguardia a livello architettonico e tecnologico che mettono sempre e comunque la persona prima di tutto. L’edificio ha una facciata “Celeste Bianchi”, ma un’anima green. Grazie a un impianto fotovoltaico da 500 Kw, garantisce autonomia energetica durante il periodo estivo diminuendo in maniera consistente consumi ed emissioni.

La temperatura viene mantenuta costantemente intorno ai 23°C, per garantire un perfetto comfort agli addetti durante il lavoro e tutte le funzioni di gestione dell’impianto sono controllate automaticamente. Inoltre, all’interno della sede trova spazio anche il nuovo showroom espositivo di Bianchi, in cui è possibile ammirare la gamma attuale ma anche alcuni dei modelli storici. Soprattutto quelli che hanno rappresentato delle pietre miliari del brand, come la famosa Specialissima che vinse con Gimondi nei primi Anni ’70, oppure le bici del Pirata Marco Pantani quando, in forza alla Mercatone Uno, fece sognare tutta Italia. Queste contribuirono a creare il suo mito scrivendo una pagina importante nell’evoluzione del brand, da sempre legato al mondo delle corse.

NOMINATO UFFICIALMENTE IL NUOVO CEO
Durante l’inaugurazione di martedì 4 giugno 2024, è stata anche ufficializzata alla stampa la nomina del nuovo ceo Marco Gentili. Presentato dall’istrionico Cavalier Salvatore Grimaldi, patron, presidente e proprietario dell’azienda: “Ho avuto il privilegio di lavorare con Marco Gentili per alcuni anni ed è stato un consulente molto apprezzato da Grimaldi Industry AB. Marco ha fatto un ottimo lavoro per me in Cina, conosce bene il Paese e parla fluentemente il mandarino. È in Bianchi dal 20 dicembre 2023 ed è pienamente coinvolto nei processi decisionali dell’azienda, che già conosce molto bene. Ora è stato nominato ceo di Bianchi e sono certo farà un ottimo lavoro, contribuendo a sviluppare ulteriormente l’azienda”. Gentili è nato a Roma il 3 luglio 1963, ha un curriculum di valore globale e vanta una vasta esperienza manageriale sia a livello nazionale che internazionale nel mondo dell’industria. Nella sua carriera ha ricoperto il ruolo di presidente e amministratore delegato del Gruppo WAM per la Cina e la Corea del Sud, nonché quello di Koerber Schleifring China.

Tornato al Gruppo WAM, Gentili è stato vicepresidente dello sviluppo commerciale per i Paesi nordici e la regione baltica, e poi ceo per il Nord America. Dal 2016 è fondatore e managing partner di Deucalion Management Consulting. Sappiamo che ha già iniziato da tempo a influire in maniera proattiva nel suo importante ruolo, e si esprime così riguardo alla propria nomina: “Sono orgoglioso di entrare a far parte della famiglia Bianchi in questa fase così significativa, quella in cui nasce una Bianchi 5.0. Sarà un privilegio guidare questa azienda verso il futuro. La nuova fabbrica rappresenta non solo un simbolo di ispirazione e innovazione, ma ci consentirà di competere ai massimi livelli di mercato grazie all’efficientamento dei processi. Abbiamo obiettivi ambiziosi e questo nuovo stabilimento ci aiuterà a raggiungerli”.


“Valorizzare il nostro heritage e portarlo ai giovani”

Marco Gentili, nuovo ceo di Bianchi, ci parla in esclusiva della sua visione del futuro di Bianchi. Partendo dal passato, secondo lui è possibile ricreare l’appeal del brand, anche verso nuove categorie di consumatori. Per farlo occorre però mettere a sistema quelle che sono le richieste e le necessità del mercato, con la capacità di innovazione e le qualità che da sempre vengono riconosciute a Bianchi che, ricordiamo, è l’azienda più antica di bici presente oggi sul mercato.

La tua guida sarà all’insegna della continuità o della rottura con il passato?
Dipende di cosa parliamo. Occorre fare un ragionamento più ampio in questo caso. Dobbiamo sicuramente proseguire nelle cose positive che abbiamo ereditato dalla gestione precedente e continuare a migliorarle, ma non nascondo che ci siamo subito resi conto che alcune scelte non sono state centrate con il mercato. Queste andranno di sicuro modificate cercando di non commettere errori. Siamo consapevoli che la nostra storia è un patrimonio che occorre valorizzare e stiamo cercando di trovare la chiave giusta per trasmetterlo alle nuove generazioni di ciclisti. Bianchi è già sinonimo di innovazione e tecnologia nel muscolare di alta gamma, ma dobbiamo fare in modo che questa percezione sia trasmessa da tutti i nostri prodotti.

Facci un esempio pratico.
A mio avviso le bici muscolari, anche e soprattutto i nuovi modelli, sono state centrate. Il mercato ci ha premiato e dato ragione. In questo segmento Bianchi propone il prodotto giusto, al punto prezzo giusto, con le tecnologie giuste e ne vediamo i risultati tutti i giorni. I maggiori problemi individuati sono sulle eBike. Secondo me abbiamo un po’ confuso il mercato e i nostri clienti pagandone le conseguenze. Ci stiamo già lavorando. Arriviamo però da una situazione in un segmento di mercato specifico in cui ci sono a catalogo ben 18 modelli diversi. Con un’offerta di questo genere, è chiaro come per noi sia difficile presentare la gamma in modo esaustivo ai dealer e loro presentarle chiaramente al consumatore finale, che rimane per forza di cose confuso. Stiamo quindi rivisitando il brand tramite una nuova mappatura dei nostri prodotti e del nostro posizionamento. Inoltre, mentre il muscolare è il core business di Bianchi dal 1885, la parte elettrica non ha caratteristiche ben specifiche e individuabili con il nostro dna. Questo va ridefinito sicuramente.

Le bici tradizionali nell’off road fanno spesso da driver anche alle vendite delle eBike. Pensate di tornare in quel segmento?
Sono usciti nuovi modelli eMtb ma non di mountainbike tradizionali, questo è vero. Ci stiamo già lavorando e stiamo ripensando anche questo settore. Probabilmente Bianchi è arrivata un po’ tardi e in maniera poco organica nel campo delle eBike e per riprendere il passo c’è stata una focalizzazione in quella direzione. Ne ha sofferto lo sviluppo di nuovi modelli muscolari. Ora ci stiamo lavorando, la mtb elettrica ha il traino dei modelli tradizionali e stiamo ritornando alle nostre origini migliorandole e adattandole a un nuovo mercato.


To look at the history to build the future

After two years of work, Bianchi inaugurates its new home. A modern plant, or better: the most modern of them all. It wasn’t just a simple make-up, but a real change of the building and its looks, and of any manufacturing company’s beating heart, that is the production lines. Bikes are assembled following Industry 5.0 concepts, and Bianchi’s headquarter is one of the first plants in Italy of this kind. A great production capacity has been provided for in the design stage. According to what the company communicated during the inauguration, it should have a potential of up to 500 bikes per shift. The new factory has been designed by Studio Domus in Seriate (BG) and was completed in 24 months. It was conceived following the most advanced sustainability criteria, also through use of innovative and cuttingedge architectural solutions, always putting people first. The building has a “Bianchi Blue” facade but a green soul. Thanks to a 500-kW photovoltaic installation, it guarantees energetic autonomy during the summer period decreasing consistently with consumption and emission reduction. Temperature is always kept around 23°C and all plant management functions are automatically controlled. Also, inside the renovated location the new Bianchi exhibiting showroom finds its space. Here one can admire both the current range and some historical models. During the inauguration on June 4th, 2024 the appointment of the new ceo Marco Gentili has been made official too.